lunedì 24 luglio 2017

Olanda in bicicletta

Un viaggio a pedali alla scoperta delle città, della storia e delle tradizioni degli Olandesi. 

di Luciano e Serena


Il viaggio in bici del 2017 ci ha portato in questo Paese molto diverso dal nostro che per buona parte del suo territorio è stato strappato alle acque del mare, tanto da guadagnarsi il nome di Paesi Bassi.
Abbiamo pedalato anche questa volta con la formula del viaggio itinerante, consapevoli che avremmo trovato il massimo in fatto di itinerari e sicurezza sulle strade; e devo dire che questa sensazione si è rafforzata strada facendo, grazie all'attenzione che gli Olandesi dedicano a chi si sposta con la bicicletta.
Abbiamo scoperto la storia e le tradizioni molto forti che tengono unito il Paese, attraversando senza fretta i paesi e le cittadine sparse sul territorio,  soffermandoci nei centri storici e ovunque il posto meritasse una sosta.

Per chi volesse organizzare autonomamente la vacanza, come abbiamo fatto noi, alcuni rapidi consigli:
- fatevi un'idea di massima del viaggio, utilizzando le innumerevoli risorse disponibili sulla rete; molto ben strutturato è ad esempio il Portale sull'Olanda

- studiate i percorsi  ciclistici da fare utilizzando questo portale olandese, Holland Cycling Route, disponibile anche in inglese. L'ideale, per avere la massima portabilità dei percorsi  durante il viaggio, è di salvarli sulla App mobile "FietsKnoop". Scaricando questa App da Google Play sul vostro smartphone potrete viaggiare tranquillamente sulla rete ciclabile olandese senza perdere mai l'orientamento.


Comodissima è la numerazione degli incroci delle piste, i cosiddetti "knoopunt": in pratica ogni incrocio di più piste ciclabili - e lì ce ne sono veramente tante - ha un suo numero identificativo e le indicazioni per gli incroci successivi. Per una maggiore comodità potete scrivervi i numeri degli incroci su un fogliettino (così facevamo noi) e metterlo nel borsetto al manubrio, avendolo così sempre a portata d'occhio.

- prenotate gli alberghi sul posto, garantendovi la massima flessibilità di spostamento. Noi prenotavamo la sera prima per il giorno dopo, e non abbiamo mai avuto problemi.


Tenete presente che i percorsi sono adattissimi per una vacanza "familiare": nessuna salita, molta sicurezza sulle strade e clima, perlomeno in luglio, favorevolissimo per pedalare!


30/6 - 1/7 :  Monteroni - Utrecht

Arriviamo ad Utrecht nel pomeriggio del 1/7, dopo un viaggio in macchina di due giorni facendo tappa intermedia a Boppard, in Germania, dopo circa 1100 km.
A Boppard, località turistica posta sulle rive del Reno, abbiamo pernottato all'Hotel Rheinlust. La suddivisione in due tappe era necessaria considerata la distanza complessiva che ci separava dall'Olanda, circa 1500 km.

Ad Utrecht, dove arriviamo il sabato pomeriggio, abbiamo prenotato all'Hotel Star Lodge, presso cui lasceremo la macchina - ad un costo contenuto - per tutto il periodo del tour in bicicletta.

Dedichiamo la serata ad un breve giro della città, in modo da prendere confidenza con le abitudini degli olandesi, e facciamo cena in uno dei tipici locali che si affacciano sui canali del centro storico.






2/7: Utrecht - Gouda

La prima tappa ci porta a Gouda, la città che dà il suo nome ad una famosissima e molto buona varietà di formaggio olandese.
Subito ci accorgiamo quanto sia diverso pedalare in Olanda! Tutto è stato studiato per incentivare l'uso della bicicletta, dagli aspetti legati alla sicurezza a quelli della rapidità di spostamento, senza tralasciare i passaggi panoramici.
Cito alcuni esempi di cui troverete facilmente riscontro nelle foto:
- corsie riservate anche su strade secondarie
- semafori dedicati
- tunnel, sovrappassi e ponti esclusivi per le biciclette



Altro aspetto che ci colpisce subito è l'estrema cura che gli Olandesi dedicano alle loro case - tutte ben tenute - ed in particolare ai giardini che spesso sono delle vere e proprie opere d'arte. Proprio uscendo da Utrecht attraversiamo una zona residenziale con tantissime villettine affacciate sul canale, ciascuna con il giardino più bello dell'altra.
Sosta pranzo nel paesino di Haastrecht, giusto pochi km prima di Gouda, dove arriviamo nel primissimo pomeriggio.

Il nostro albergo è in pieno centro, l'Hotel De Utrechtsche Dom; abbiamo così tutto il pomeriggio per visitare questa cittadina nel cui centro si staglia, in mezzo ad una grande piazza, il Palazzo del Comune (Stadhuis).
Sarà che è domenica ma la cittadina è molto viva ed anche molto bella, e girellando ne riceviamo un'ottima impressione, in particolare ci colpisce il vecchio porto dove fanno bella mostra di sé alcune imbarcazioni d'epoca.
Dopo una appetitosa cena in un ristorante gestito da italiani andiamo riposare per la seconda tappa, che sappiamo essere molto più impegnativa.

Clicca qui per le foto: Foto Utrecht - Gouda




3/7: Gouda - Brielle

Seconda tappa, si fa sul serio ciclisticamente parlando!
Quasi 80 km, fatti  in gran parte controvento e quindi con doppia fatica. Meno male che la pioggia, annunciata dal meteo, è arrivata solo al nostro arrivo a Brielle risparmiandoci l'infradiciata. 
I primi 15 km sono in aperta campagna, la ciclabile corre lungo dei vecchi polder separati tra loro dagli innumerevoli canali creati intorno a Gouda, polder popolati da mucche, anatre e pecore.
I prati, di un verde scintillante, ci accompagnano fino all'attraversamento su ferry del Lek, uno dei rami del delta del Reno. Di fronte a noi, sull'altro lato del fiume, Kinderdick con i suoi suggestivi mulini; avevamo già visitato il luogo 2 anni fa e questa volta facciamo solo una breve sosta.

Si riparte ancora via nave prendendo il battello per Ridderkerck, che ci consente di attraversare un altro grande braccio di fiume (il Noord, che insieme al Lek darà vita alla Nieuwe Maas) e proseguire il viaggio verso Brielle.
Siamo a sud di Rotterdam, alla confluenza di 3 grossi fiumi, il Reno, la Mosa e la Schelda), dove gli Olandesi hanno realizzato tantissimi interventi per regolarizzare le piene e le tempeste del mare e mettere in sicurezza le abitazioni. Si pedala lungo l'Oude Maas (la vecchia Mosa) per un lunghissimo tratto, scavalcandola un paio di volte e sempre sfidando il forte vento contrario.
L'arrivo a Brielle, una bellissima cittadina fortificata, è in tarda serata, giusto in tempo per evitare la pioggia, concedersi una calda doccia ed uscire per la cena e per la visita del paese.
Il nostro albergo, posto nel centro di Brielle, è il Fletcher Hotel-Restaurant De Zalm.

Clicca qui per le foto: Foto Gouda - Brielle




4/7 - Brielle -Leiden

La tappa di oggi era stata studiata per riportarci a Delft, una delle cittadine più belle e ricche di storia dell'Olanda.
Si pedala sotto uno splendido sole, in mezzo alla natura, attraversando ogni tanto qualche tipico paesino, ognuno con i suoi canali e il centro storico ben curato.
E non manca qualche passaggio particolare, come l'attraversamento "fai da te" di un canale con una piccola barchetta, che va trainata da una sponda all'altra  aiutandosi con un argano a catena.
A Delft ci fermiamo a prendere il nostro primo "brodjie haring", il panino con l'aringa, ed una vaschetta di "kibbeling", il merluzzo fritto. Si trovano ovunque queste due semplici e molto buone specialità olandesi, spesso vendute da bancarelle poste nei mercati o nelle piazze.
Prendiamo un caffè nella sempre affascinante piazza del mercato, dominata sui due lati rispettivamente dal Palazzo Comunale  e dalla Nuova Chiesa e poi, dopo un breve giro per le vie più conosciute, lasciamo Delft.

Ci aspetta un'altra importante città,  Leiden, sede universitaria ricca di storia e con un bel centro storico.
Il nostro albergo, l'Hotel Mayflower, è molto centrale e ci dà la possibilità di fare uno spensierato giro della città a piedi.
Cena molto olandese, su una barca ormeggiata sul canale principale. Locali, ma sarà sempre così,  pullulanti di vita e molto ospitali.

Clicca qui per foto: Brielle - Leiden





5/7 - Leiden-Harlem

La quarta tappa è un pochino più breve, ma molto suggestiva. Si lascia la classica campagna olandese per pedalare nel bellissimo parco naturale che gli olandesi hanno creato sulle dune sabbiose del Mar del Nord.
Da Nordwick a Zandvort la ciclabile corre in mezzo alle dune, offrendo ogni tanto dei pittoreschi affacci sul mare. La giornata è bellissima, e le spiagge sono molto frequentate dai locali.
A Zandwoort facciamo la sosta pranzo, anche oggi panino con l'aringa e kibbeling buonissimo.
Ripartiamo a malincuore, ma dobbiamo arrivare non tardissimo ad Harlem, che merita qualche ora di visita.
Non siamo riusciti a trovare un albergo in centro, ma poco male. L'Hotel Blecker è a Bloemendal, a 3 km dal centro di Haarlem, immancabilmente collegato in modo perfetto da una ciclabile grazie alla quale arriviamo in città  in 10 minuti.

Haarlem è una grande città, ma anche qui nel centro storico il traffico motoristico è praticamente assente e si può visitare e apprezzare con molta tranquillità.
Cominciamo a prendere confidenza con le abitudini olandesi ed alle 19 siamo già a scalpitare per la cena, che faremo in un ristorante francese.
Per il dopo cena invece ci concediamo una birretta presso Jopen, una delle migliori birrerie di Harlem.

Clicca qui per le foto: Leiden - Haarlem




6/7 - Haarlem - Volendam

Tappa importante questa, è previsto infatti il passaggio da Zaanse Schaan, Marken e l'arrivo a Volendam; fortunatamente il tempo ci assiste regalandoci una bellissima giornata di sole.
Zaanse Schaan è una località molto turistica, forse anche troppo, presso cui è stata in parte ricostruita  l'Olanda che non c'e più, quindi mulini, vecchie botteghe, case e canali. Invasa dai turisti, ed abituati ai nostri passaggi ciclistici nei paesini meno famosi, ci lascia un pò delusi anche se il luogo è molto suggestivo.
Si riparte così velocemente verso Marken, i km da fare sono molti e dobbiamo anche prendere il traghetto per Volendam entro le 19.

Marken è  un'isola diventata penisola, con tante piccole casette molto originali. Anche se è ormai una meta turistica molto frequentata, il suo centro storico ed il porticciolo rendono ancora bene l'idea di un paesino con profonde tradizioni e una storia mai dimenticata dai suoi abitanti, con momenti importanti che si sono alternati ad altri meno belli, come la disastrosa alluvione del 1953.
Girelliamo con piacere per le strette viuzze, aspettando l'arrivo della nave che ci condurrà a Volendam, un pittoresco villaggio di pescatori con un bellissimo porticciolo.

Abbiamo prenotato all'Hotel Old Dutch, posto in posizione strategica sulla via centrale. Facciamo cena con specialità olandesi di pesce (zuppa e merluzzo) con l'intenzione di visitare il paese subito dopo, ma un improvviso temporale ci costringe a rifugiarci in albergo e rimandare tutto al mattino seguente.

Clicca qui per le foto: Haarlem - Volendam




7/7 - Volendam Enkhuizen

La prima colazione dell'hotel Old Dutch non ce la scorderemo facilmente. Sala con veranda affacciata sul porticciolo, giornata bellissima, non mancava niente per godersi una colazione al top.
Volendam è un piccolo villaggio e così dopo aver girellato in bici sul lungolago ci dirigiamo rapidamente verso Edam, altra cittadina che vanta un glorioso passato.
Proseguiamo lungo la ciclabile, che qui corre lungo i possenti argini del Lago Markermeer. Si pedala a volte in basso, a volte sopra l'argine, sempre su ciclabile protetta.
Costeggiando le sponde arriviamo ad un'altra importante città,  Hoorn; il suo nome è legato al famosissimo Capo Horn, scoperto dal navigatore olandese Willem Schouten nel suo viaggio di circumnavigazione del mondo,  che gli dette appunto il nome della sua città natale.

Arriviamo ad Enkuizen, la nostra meta di tappa, in tempo per visitare lo Zuiderzee Museum, un museo all'aperto molto originale. In pratica una parte del vecchio centro storico è stata adibita a zona museale, cercando di mantenere in vita quelle che erano le abitudini, le case e le attività di una volta. Esperimento devo dire riuscito, anche se avevamo poco tempo l'abbiamo molto apprezzato.

Cena "olandese" in un affollato - ma non avevamo dubbi - locale del centro storico.
Si dorme qui, all'Hotel De Koepoort, buona sistemazione proprio a fianco della Porta Ovest della città.

Clicca qui per le foto: Volendam - Enkhuizen




8/7 - Enkhuizen- Urk

Enkhuizen è situata all'estremità della diga che divide il grande lago Ijsselmeer in due bacini: Ijsselmeer appunto, situato a nord, e Markermeer a sud.
La diga collega le due città di Enkhuizen e Lelystadt ed è lunga quasi 30 km. L'abbiamo percorsa tutta in bici, grazie all'immancabile pista ciclabile posta su uno dei lati. Un tratto sicuramente particolare da pedalare, con la pista che si addentra dentro questo enorme lago.

Lelystad, sul lato opposto è una città nuovissima; infatti gran parte del territorio cittadino e dei dintorni erano anticamente occupati dalle acque, e solo dopo la costruzione delle dighe sono stati prosciugati del tutto e resi abitabili. Si costeggiano sterminati campi coltivati a patate, cipolle e grano.
Sosta pranzo subito dopo Lelystad in un locale che noi definiremo 'mareggino': tavoli all'aperto che si affacciano su una spiaggetta sulle sponde del grande lago.

Si riparte controvento, costeggiando un parco eolico, per arrivare ad Urk, una delle località  simbolo di questa vacanza. Urk è infatti un'isola che non c'è più,  in quanto dopo la costruzione delle dighe non si trova più in mezzo al mare ma è  rimasta solo affacciata sul lago.
Oggi è  collegata stabilmente alla terraferma, ha tuttavia conservato un magnifico faro ed un bellissimo porto in gran parte turistico.
Dormiamo nel  BB Morgenster, bellissimo, posto proprio sotto il faro.
Cena sul porto a base di pesce fresco, veramente ottima, e poi ci rilassiamo a passeggio per gli splendidi vicoli di questo villaggio di pescatori che ha saputo mantenere vive le tradizioni e la storia vissuta nel passato.


Clicca qui per le foto: 
Enkhuizen - Urk




9/7- Urk - Gijethoorn

Lasciamo a malincuore Urk, che ci ha veramente conquistato.
La tappa di oggi si preannuncia comunque bella e partiamo senza rimpianti.
Si passa per Schockland, un sito antichissimo, anch'esso in passato isola in mezzo al mare ed ora terraferma.
Si pedala lungo il Flevoland, regione strappata alle acque dove l'intervento dell'uomo si è concentrato soprattutto sullo sviluppo dell'agricoltura intensiva, con immensi campi coltivati ad ortaggi e verdure. Si costeggiano canali, fattorie e piccoli paesi.
In uno di questi, Vollenhove, facciamo la sosta pranzo nella piccola piazza di questa bella cittadina.
Il menu ci propone un piatto di bitterballen, delle polpettine molto gustose, specialità olandese. Ci tratteniamo però poco perché vogliamo arrivare presto a Gijethorn.
La nostra odierna meta è molto famosa perché le case non hanno strade ma sono divise dai canali, una specie di Venezia d'Olanda. Qui però,  a differenza della nostra città, siamo in un piccolo paese e sembra di trovarsi in una fiaba.
Tantissimi i turisti presenti, si vede che il posto è molto conosciuto. Arriviamo nel pomeriggio e abbiamo tutto il tempo per farci un bel giro a piedi tra le magnifiche casette, attorniate  da splendidi giardini e pittoreschi canali.
La sistemazione per la notte è all'Hotel d'Oldse Smidse.

Clicca qui per le foto : Urk - Gjiethoorn




10/7 - Gjiethoorn - Elburg

La tappa comincia con un lungo tratto attraverso un parco naturale. Tanti canali e laghetti popolati da uccelli di tutte le specie.
Ci dirigiamo verso Kampen, città anche questa ricchissima di storia posta sull'Ijsselmeer. Pedaliamo sempre su ciclabili ottimamente tenute, un sogno per chi viene dal nostro paese. Strada facendo incrociamo ad un certo punto tantissimi ragazzi, di varia età,  che tornano evidentemente a casa dopo la scuola. Una chiara testimonianza di come la bicicletta venga usata da tutti per muoversi quotidianamente,  per il lavoro, la scuola, la spesa quotidiana. E gli effetti si vedono sul traffico automobilistico che è 1/10 del nostro.
Traversiamo su un grande ponte l'Ijssel, uno dei rami del Reno,  ed arriviamo a Kampen dove facciamo pranzo in una pasticceria molto carina. Breve giro cittadino, anche se la città forse meriterebbe più tempo, e poi proseguiamo verso Elburg.

La nostra meta è una piccola cittadina, molto ordinata nella sua pianta quadrata. Ricca di storia però, con i bastioni, le mura e le porte di accesso alla città ancora ben conservate, insomma un piccolo gioiellino.
Mangiamo in uno dei locali che si affacciano sulla piazza centrale del paese, menu rigorosamente olandese e molto buono. Si dorme invece nel BB Het Anker, un piccolo ma grazioso miniappartamento privato.

Clicca qui per le foto: Gjiethoorn - Elburg




11/7 Elburg - Bussum


Il programma prevedeva l'arrivo a Naarden, altra città  fortificata, ma non siamo riusciti a trovare un albergo libero ed abbiamo ripiegato sulla vicina Bussum.
Da Elburg costeggiamo  il canale che mette in comunicazione queste storiche cittadine, un tempo affacciate sul mare, con il Markermeer. Dopo Elburg si passa per Harderwijck, su piste che ogni tanto si intrufolano in mezzo a piccoli boschi.

Poco prima di Spakenburg, dove avevamo programmato la sosta, un forte acquazzone ci coglie in pieno: siamo sulle sponde del grande canale, non c'è niente dove ripararsi e così ci inzuppiamo ben bene. Non possiamo fermarci tutti fradici e così decidiamo di proseguire per Bussum, confidando nel miglioramento del tempo per asciugarci un po'. L'occasione per il pranzo  ce la dà l'attraversamento di Laren, una cittadina molto vivace. Nella piazza centrale la bancarella con la scritta "Nieuwe haring" catalizza la nostra attenzione per l'ultimo panino con l'aringa della vacanza.
Siamo ormai arrivati a Bussum, dove raggiungiamo subito l'albergo posto appena fuori città; una volta cambiati torniamo nel centro per cenare presso un ristorante francese - La Cave - dove incontriamo un cameriere italiano residente in Olanda. Ci scambiamo delle piacevoli opinioni sulla vita degli olandesi, opinioni che ci confermano la diversità della loro vita rispetto all'Italia: si lavora molto, anche in modo flessibile, si pagano le tasse tutti e si ottengono ottimi servizi, chi sgarra ne paga le conseguenze; i ragazzi vengono abituati da subito a gestirsi da soli e al rispetto delle regole scolastiche.  Mi sembra di aver detto tutto...
Si pernotta al Bastion Hotel, proprio accanto alla stazione ferroviaria.

Clicca qui per le foto: Elburg - Bussum




12/7 - Bussum - Utrecht

Siamo arrivati all'ultima tappa, felici di aver portato a termine il viaggio ma come sempre dispiaciuti perché sarebbe tanta la voglia di continuare.
La giornata, la prima da quando siamo qua, è pessima; piove a dirotto e non dà segni di tregua.
Restiamo in albergo fino alle 13, quando finalmente il tempo sembra rimettersi. Proviamo ad uscire con le bici per andare a visitare Naarden, una cittadella fortificata circondata da canali e da possenti mura, ma il tempo fa ancora i capricci e così dopo una breve visita ripartiamo per Utrecht,  dove comunque dobbiamo arrivare in serata.

Si pedala con il vento a favore. Il territorio qui è molto diverso, si attraversano dei piccoli boschi, ogni tanto si presenta qualche piccola salita, ed in genere è  tutto più  urbanizzato. Siamo a pochi km da Amsterdam e da Utrecht, e la differenza rispetto alle campagne del Sud e del Nord Olanda si percepisce.

L'arrivo a Utrecht, dopo più di 600 km percorsi in 11 tappe, è il giusto premio per la fine di un bellissimo viaggio, in un Paese che ci ha sorpreso positivamente.

Gli ultimi due giorni li dedichiamo ad Utrecht, una delle città simbolo d'Olanda. Città storica e universitaria, ti accoglie con la sua vitalità e le sue dimensioni contenute che consentono di apprezzarne a fondo tutte le qualità.
L'ultima  cosa che facciamo,  prima di ripartire, è quella di concederci un ricordo speciale di questa vacanza: una bici tradizionale olandese, con freni a contropedale e cesta di trasporto che compriamo in un bel negozio di bici di Utrecht: Fietsenwinkel.
Il Peugeot Partner si dimostra anche in questo caso perfetto, riusciamo a caricare la bici insieme alle nostre due senza smontarla.
Il viaggio di ritorno sarà abbastanza complicato, con tappa nei pressi di Wiesbaden. Tanto traffico e interruzioni che ci faranno arrivare a Bologna alle 21, ed a casa alle 2 della notte dopo la sosta a Bologna.

Clicca qui per le foto: Bussum - Utrecht





mercoledì 21 settembre 2016

La ciclabile della Loira - da Nevers ad Angers - di Luciano e Serena


Il  piacevole viaggio in bici del 2015 (sul Danubio da Passau a Vienna) ci ha spinto a ripetere questa originale formula su un percorso altrettanto bello, se non di più.
Abbiamo così deciso di pedalare sul più grande itinerario ciclabile di Francia, la ciclabile della Loira, che corre parallela a fianco dell’omonimo fiume. Lungo il suo percorso vengono attraversati piccoli borghi, castelli e città che hanno reso questo zona celebre in tutto il mondo, tanto da essere inserita nel Patrimonio mondiale dell’Unesco.
La Loira nasce dal Massiccio Centrale, nel dipartimento dell'Ardèche; scorre poi impetuosa e selvaggia  per 1.020 km attraversando 5 regioni e una ventina di dipartimenti, prima di sfociare nell'Oceano Atlantico a Saint-Nazaire.

La pista ciclabile della Loira (“La Loire à Vélo” in francese) si sviluppa dalla città di Nevers fino all'Oceano Atlantico per un totale di circa 800 km. L’itinerario non presenta difficoltà tecniche, si pedala sempre su pista ciclabile o al più su strade secondarie a basso traffico stradale, prevalentemente pianeggianti. Solo l’attraversamento della Touraine propone qualche tratto collinare, senza tuttavia presentare  asperità particolarmente dure.

Noi ne abbiamo percorso un lungo tratto, ben 580 km, da Nevers fino ad Angers, suddividendo il viaggio in 9 tappe di chilometraggio variabile (tra 40 km e  80 km), in funzione dei luoghi visitati e delle soste effettuate; siamo poi rientrati alla città di partenza con il treno. Queste le tappe pedalate:

1)      Nevers - Saint Satur (km 71) - https://connect.garmin.com/modern/course/13205904
2)      St. Satur - Lion en Sullias (km 77) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206129
3)      Lion en Sullias - Orleans (km 70)  - https://connect.garmin.com/modern/course/13206160
4)      Orléans - Blois (km 81) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206182
5)      Blois - Amboise (km 59) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206199
6)      Amboise - Azay le Rideau  (km 74) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206233
7)      Azay le Rideau - Chinon (km 39) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206255
8)      Chinon - St. Remy la Varenne (km 70) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206368
9)      Saint Rémy la Varenne - Angers (km 32) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206386

Abbiamo viaggiato in luglio, periodo ideale per questa zona con temperature che oscillano tra 15 e 25 gradi; la fortuna ci è venuta poi incontro regalandoci 10 giorni di bel tempo, senza pioggia.

Nell’organizzazione del viaggio il primo giorno ci è servito per viaggiare con la nostra auto da Monteroni a Nevers, 1.040 km percorsi tutti d’un fiato. L’albergo prescelto “Clos Sainte Marie” è pulito e confortevole ed ha un comodo parcheggio interno dove abbiamo lasciato l’auto alla modica tariffa di 4,5 € al giorno fino al nostro rientro da Angers. Abbiamo con noi le nostre nuove bici da cicloturismo, 2 bellissimi telai in acciaio Simoncini assemblati dal negozio Cicli Torricelli di Monteroni.

La cittadina di Nevers, situata sul bordo della Loira, ha importanti origini storiche, un bel castello medievale ed una cattedrale maestosa. Rispetto ad altre cittadine visitate rimane tuttavia, secondo noi, un gradino inferiore per bellezza ed interesse.


1° tappa: da Nevers a Saint Satur (km 71) - https://connect.garmin.com/modern/course/13205904


2 Luglio.  Iniziamo il nostro viaggio in bici da Nevers; la strada scende inizialmente verso sud ed inizia a costeggiare il primo dei numerosi canali navigabili della Loira, costruiti nel corso dei secoli per sfruttare l’acqua del grande fiume, che per gran parte del suo corso non è navigabile. Il canale piega dopo pochi km prima ad ovest e poi verso nord in direzione di Cuffy, punto d’inizio ufficiale della ciclabile. 

Poco prima di Cuffy ci attende un passaggio emozionante: il canale, e la pista su cui viaggiamo, attraversano su un grande ponte il fiume Allier, che poco più avanti sfocerà nella Loira. E’ curioso vedere un canale che passa sopra un fiume, ma ne troveremo altri esempi più avanti.
La pista, molto ombreggiata, costeggia in questo primo tratto sempre il canale; si pedala immersi nella natura su un fondo prevalentemente di asfalto, ma troviamo anche qualche breve tratto a breccia o di sentiero.

La prima sosta di rilievo la facciamo dopo circa 30 km a La Charité sur Loire; per arrivarci dobbiamo superare un doppio ponte in quanto la Loira forma qui una grande isola nel centro del suo alveo. Il paese è arroccato su una piccola collina, vi si trovano alcuni caratteristici negozi ed una imponente chiesa che fa bella mostra di sé appena si entra nel centro storico. 
Sosta pranzo quasi obbligata, per consumare il primo dei vari “menu du jour” che assaggeremo nel corso delle varie tappe. Menù rigorosamente francesi, dove non manca mai la “canard” (anatra), le fromage de chevre (capra), le crepes e le salades, e dove spesso la nostra italiana pastasciutta viene servita come accompagnamento al piatto di carne!

Da La Charitè si riparte per macinare più km possibile, visto che le zone più interessanti arriveranno dopo Orleans. Si pedala così fino a Saint Satur, poco oltre Sancerre, dove abbiamo nel frattempo prenotato la nostra sistemazione per la notte. L’Hotel “Le Verger Fleuri” è molto tranquillo, immerso in un bel parco privato con tanto verde, abitato da alcuni simpatici gattini e con stanze molto pulite. Cena in un pub un po’ “americano”, niente di speciale però,  poi a nanna per ricaricarsi per il giorno dopo.

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2° tappa: da St. Satur a Lion-en-Sullias (km 77) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206129


Tappa anche questa lunga - 77 km - necessari per arrivare celermente nella zona dei castelli, dove  le soste e le visite ci porteranno via sicuramente più tempo. Si costeggia per un lungo tratto, per la verità abbastanza anonimo, una centrale nucleare (in Francia l’energia la producono anche così) ed approfittiamo del passaggio a Belleville sur Loire (al km 26) per una breve sosta colazione presso un bel locale, ben fornito e pensato per i ciclisti.

Ritroviamo qui un altro dei “Canal Latéral à la Loire”, vere e proprie strade d’acqua costruite a fianco della Loira, che con sapienti giochi di chiuse consentono alle imbarcazioni di superare il dislivello del territorio. Qui la natura la fa da padrona: boschi infiniti, specchi d’acqua, campi ben coltivati. 
Al km 42 ci fermiamo, proprio in corrispondenza di una di queste chiuse, per una breve sosta pranzo presso un ristorantino molto frequentato, situato in una bella area verde. C’è posto solo all’aperto, ma il timido sole che spunta tra le nubi renderà la scelta molto azzeccata.

Si riparte in direzione di Gien sempre viaggiando sulla sponda sinistra; prima di passare sul lato destro facciamo una breve deviazione per visitare il paesino di Chatillon sur Loire. Visita breve, niente comunque di particolarmente caratteristico da segnalare. Si pedala ancora nel verde, tra vere e proprie gallerie di alberi, fino al porto canal di Briare. Qui riattraversiamo la Loira su un lunghissimo ponte sul quale, come a Cuffy, oltre alla strada pedonale/ciclabile passa anche lo stesso canale: opere ingegneristiche veramente curiose e spettacolari.

Al km 63 arriviamo a Gien. Decidiamo, vista l’ora non tarda, di fare qualche km in più e cercare una sistemazione nei prossimi paesi. Il primo che incontriamo è il piccolo villaggio di Saint Gondon, sembra però che non ci siano alberghi per cui decidiamo di proseguire fino a Lions-en-Sullias. Qui siamo più fortunati perché ci fermiamo a chiedere informazioni proprio al proprietario di una “Gite d’etape”, piccoli appartamenti affittati da privati. Con una modica cifra - 70€ - risolviamo in quattro e quattr’otto il problema del pernottamento e della cena.

L’appartamento, la Marescialerie, è molto carino, ben arredato e spazioso. Avremo anche il tempo di prepararci una colazione “francese” la mattina seguente, con tanto di bollitore francese da caffè.

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3° tappa : da Lion-en-Sullias a Orleans (km 70)  - https://connect.garmin.com/modern/course/13206160


Questa è l’ultima tappa di avvicinamento alla zona dei castelli, nel corso della quale avremo modo di visitare il castello medievale di Sully sur Loire e che ci porterà fino alla città di Orleans,  resa celebre dalla vittoria dei francesi - capitanati da Giovanna d’Arco - nella guerra dei cento anni sulle armate inglesi.

Al castello di Sully arriviamo dopo soli 13 km dalla partenza; optiamo per la visita di questo che è l’avamposto orientale di tutti i castelli della Loira. Dopo la visita facciamo un breve giro del paese di Sully e ripartiamo attraversando l’ennesimo ponte per spostarci sul lato destro del fiume, fino a Chateneuf sur Loire. Qui consumiamo un veloce (ma molto buono!) pranzo a base di baguette farcita e torta di mele presso una caratteristica boulangerie del paese.

Riattraversiamo ancora la Loira, per spostarci di nuovo sul lato sinistro; si alternano tratti di pista ricavati sull’argine ad altri che invece sfruttano le stradine di collegamento tra le fattorie agricole presenti ovunque. Il primo paese di una certa importanza che incontriamo è Jargeau, al km 48, noi però proseguiamo oltre per arrivare in tempo a Orleans dove nel frattempo abbiamo prenotato la sistemazione per la notte.

Orleans è una bella città, il nostro albergo “Hotel Marguerite” è centralissimo e dopo una bella rinfrescata ci tuffiamo nelle vie del centro. Oltre ad essere famosa per aver dato i natali a Giovanna d’Arco, Orleans ha una bellissima cattedrale ed un centro storico molto ben tenuto. Faremo cena in uno dei pochi ristoranti italiani presso cui ci siamo fermati, e devo dire che abbiamo mangiato una pizza buonissima.

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4° tappa: da Orléans a Blois (km 81) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206182


Da Orleans inizia il tratto più celebre della valle della Loira, caratterizzato da una lunga sequenza di castelli che ha reso questa zona famosa nel mondo intero. Oggi arriveremo a Blois, la città reale, e lungo la strada ci fermeremo ben due volte.
La prima sosta la facciamo al castello di Meung, che raggiungiamo dopo circa 20 km. E’ un castello medioevale di proprietà privata, che presenta due facciate molto diverse a seconda da dove lo si osserva. Durante la visita si possono osservare molte stanze arredate, che raccontano come si svolgeva la vita nel castello nei secoli passati. La parte più suggestiva è il granaio posto sotto tetto, con una vista spettacolare delle travature in legno che sorreggono la copertura in ardesia delle torri e del tetto.

Ripartiamo dopo un oretta da Meung in direzione di Beaugency, per poi continuare su un lungo tratto poco abitato, che ci fa aggirare un’altra centrale nucleare. Al km 45 attraversiamo la Loira su un altissimo ponte, su cui curiosamente si sono piazzati dei pescatori che pescano con le canne dai bordi del ponte. Ci spostiamo quindi sul lato sinistro per abbandonare il fiume e dirigerci verso il castello rinascimentale di Chambord, dove arriviamo alle 17, giusto in tempo per fare l’ultima visita.

La strada di ingresso al Castello è molto "regale", un infinito  rettilineo che taglia in due il bosco per circa 4 km tutti dritti. E’ il castello più grande di quelli della Loira, alla cui costruzione ha lavorato anche Leonardo da Vinci; è stata la residenza di campagna e di caccia di vari re di Francia, da Luigi XII a Francesco I, a Luigi XIII.  L’ultimo proprietario fu la famiglia Ducale di Parma, prima di essere acquistato dallo stato francese nel 1930. Il castello richiama giornalmente migliaia  di visitatori ed è diventata ormai una tappa obbligata di tutti coloro che programmano un viaggio da queste parti. Diciamo che è una meta “classica” del percorso, ma l’enorme flusso turistico gli ha fatto perdere la spontaneità e le piccole curiosità che si possono trovare invece in altri castelli.

La nostra visita è abbastanza veloce, anche perché alle 18 il castello chiude i battenti. In uscita la pista ciclabile percorre una serie di strade a basso traffico lungo il fiume Cosson, in direzione di Blois. Qui il territorio è un po’ più movimentato, qualche salitella anche se niente di particolarmente impegnativo; ritroviamo la Loira proprio alle porte di Blois, una città ricca di storia che merita veramente una visita approfondita. 

Il nostro albergo, il Citotel Hotel Louise de Savoie è nella parte alta della città, e facciamo un po’ di fatica a raggiungerlo perché per ben due volte ci troviamo di fronte a delle vie di accesso  che non sono strade ma lunghissime scalinate.

Scopriamo solo dopo che l’albergo è vicinissimo al centro storico, proprio sopra il castello reale ed i suoi bellissimi giardini. Dopo una cena presso un bel ristorante ci dedichiamo ad una visita notturna del centro storico di Blois, molto caratteristico.

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5° tappa: da Blois ad Amboise (km 59) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206199


Prima di ripartire da Blois non potevamo esimerci dalla visita del Castello Reale. È stato la residenza di numerosi sovrani di Francia, ed ha una originale costruzione architettonica frutto di numerosi interventi fatti nel corso dei secoli: intorno al cortile centrale i vari lati  (in stile gotico, rinascimentale e neoclassico), rappresentano una  importante testimonianza dell’evoluzione dell’architettura francese, dal Medioevo al periodo classico. Visita molto bella, un bel tuffo nella storia dell’Europa degli ultimi 500 anni.

La visita ci porta via un bel po’ di tempo, e ripartiamo solo alle 11 con destinazione Chaumont e Chenonceaux. La giornata è molto calda e per arrivare a destinazione si deve lasciare la Loira per addentrarsi su strade di campagna abbastanza assolate, con numerosi saliscendi. Complice anche un piccolo errore di percorso, che ci farà percorrere quasi 10 km in più, ed il gran caldo, e visto che Chenonceaux l’avevamo già visto in una precedente vacanza in Francia, decidiamo a metà strada di rinunciare e deviare direttamente verso la nostra meta finale di giornata, Amboise.

Anche Amboise è sede di un importante castello, residenza nel passato di molti re di Francia. Arriviamo dall’alto, proprio alle spalle dei due castelli principali: quello reale summenzionato e il Castello Le Clos Lucé, dove abitò Leonardo negli ultimi anni della propria vita.

E’ però ormai tardi per la visita e ci dirigiamo così al nostro albergo, che questa volta è un residence un po’ distante dal centro, ma più che la distanza è la presenza di una ripida strada per arrivarci a renderlo meno comodo di quello che ci aspettavamo.  La cena invece la faremo in pieno centro ad Amboise, dove troviamo un sacco di turisti e di vita.



6° tappa: da Amboise a Azay le Rideau  (km 74) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206233


Tappa lunghetta, l’obiettivo è oltrepassare Tours e dirigersi verso Villandry, per concludere poi la giornata ad Azay le Rideau, dove abbiamo prenotato la notte in un curioso albergo dove le camere sono ricavate in grotte naturali di tufo, sapientemente arredate. Giornata molto calda, si parte presto saltando la visita del castello di Amboise, che ci avrebbe portato via troppo tempo.

La pista abbandona dopo pochi km i bordi della Loira ed assume un profilo altimetrico un pochino più movimentato. Si attraversa la Touraine, un territorio collinare famoso per il vino e dove non mancano le grotte scavate nel tufo. Il percorso è vario, un pò più impegnativo del solito ma sicuramente meno monotono, non ci si annoia!

Tappa obbligata a Tours, città fondata dai romani e ricca di storia, ex capitale del regno di Francia, che meriterebbe avendo più tempo una visita più approfondita. Ci fermiamo a mangiare presso un locale del centro, e prima di lasciarla facciamo un breve tour che ci porta nella centralissima piazza Plumereau, dove si affacciano alcune caratteristiche case con la struttura “a graticcio” di legno.

Tours è inoltre famosa per essere molto ricca di aree e parchi verdi, ed infatti la ciclabile prima di lasciare la città ci porta a fare un piacevolissimo giro in un bellissimo parco intorno al Lac de la Bergeonnerie (di cui tra l’altro - sbagliando strada - ne percorreremo due volte il periplo).

Siamo nelle ore centrali del pomeriggio, il caldo comincia a farsi sentire. La pista costeggia ora lo Cher, uno degli affluenti della Loira, e la vicinanza al corso d’acqua ci consente di viaggiare un pò più al fresco; nei pochi momenti in cui si abbandona il corso d’acqua la calura si fa però subito sentire. Arriviamo al Castello di Villandry in pieno pomeriggio, sotto un sole cocente; abbiamo ancora un po’ di strada da fare e così decidiamo, non prima di essersi rinfrescati presso un bar del paesino adiacente al castello,  di proseguire fino ad Azay le Rideau. 

Arriviamo ad Azay stanchi, e ci dirigiamo subito a scoprire l'insolita sistemazione prenotata "Troglodelice": una camera ricavata in una grotta di tufo, per un soggiorno diverso dal solito!

Azay le Rideau è una bella cittadina, con un bellissimo castello che visiteremo la mattina seguente. Unico aspetto negativo: le zanzare (les mosquitos), che appena il sole tramonta cominciano ad infastidirci non poco…



7° tappa: da Azay le Rideau a Chinon (km 39) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206255


Una delle tappe più brevi, ma solo perché abbiamo fatto ben due visite ai castelli: in partenza quello di Azay, alla fine quello di Chinon.

Il castello di Azay le Rideau, in ristrutturazione, è secondo noi uno dei più affascinanti della valle, inserito armoniosamente in un bel parco con laghetti, alberi secolari e canali. Non ha le dimensioni  enormi di Chambord e di altri castelli, e forse proprio a questo deve la sua bellezza. Lo visitiamo di prima mattina, dopo un’ottima colazione a base di prodotti locali (burro salato, marmellate, baguette, tutto fatto in casa) servita dal nostro padrone di casa.
Purtroppo a causa della ristrutturazione solo alcune stanze possono essere visitate.

Ripartiamo costeggiando il fiume Indre fino alla sua confluenza con la Loira, dopodichè arriviamo al castello di Ussé (per intendersi quello della “Bella addormentata nel bosco”). Qui avevamo programmato una visita, ma abbiamo deciso di soprassedere all'ultimo momento (castello privato, costo biglietto decisamente elevato, tempo disponibile non molto) e ci siamo invece concessi una piacevole sosta pranzo presso un bel localetto situato nel centro del paesino.

Ripartiamo abbandonando nuovamente la Loira per dirigerci verso Chinon, città medievale sovrastata da un castello veramente molto particolare, che questa volta non ci facciamo sfuggire. Monumento storico di Francia, la fortezza si compone di tre blocchi distinti: il Fort Saint-Georges, lo Chateau du Milieu e il Fort de Coudra. Restaurato recentemente,  racconta al suo interno la storia di un periodo che vide la Francia strettamente legata all’Inghilterra. Fu inoltre teatro dello storico incontro fra Carlo VII e Giovanna d’Arco. Dall’altissima torre dell’Orologio si gode una magnifica vista sulla città e sulla Vienne, il fiume che la attraversa.
Fortunatamente arriviamo dall’alto e ci troviamo direttamente all'entrata del castello; per chi invece viene dalla parte bassa della città la salita alla rupe è veramente notevole, meno male che la faremo in discesa!  

Dopo la bella visita scendiamo in città in cerca del nostro albergo, La Bella Epoque, sistemazione più "normale” dopo l’esperienza nella grotta. L’albergo è comunque pulito e gestito da una signora molto attiva che oltre all’albergo si occupa anche del bar sottostante.

La sera è dedicata alla scoperta di Chinon, che si rivela essere una bellissima città medioevale, ricca di strade e palazzi  tutti scolpiti nel caratteristico tufo bianco di questa zona. Passeggiando per le vie del centro si percepisce l’importanza che la città ha avuto nel corso dei secoli. 


8° tappa: da Chinon - St. Remy la Varenne (km 70) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206368


Ripartiamo di buon mattino anche perché  le giornate adesso sono più calde e conviene pedalare in orari più consoni alle temperature che troveremo nel mezzo del giorno. Si oltrepassa la Vienne e subito ci si presenta una bellissima veduta di Chinon dal lato opposto del fiume, foto obbligata!

La tappa si caratterizzerà poi per un profilo altimetrico molto movimentato. Territorio collinare, si pedala tra colline di tufo dove nel corso dei secoli sono state scavate centinaia di grotte, in passato anche abitate dall’uomo ed oggi adibite a cantine e alla coltivazione dei funghi; inoltre non mancano interventi di recupero che hanno consentito di ricavare in  questi spazi degli accoglienti locali per la sosta dei turisti, o anche delle botteghe artigiane.

La prima sosta significativa è a Candes Saint Martin, un borgo costruito sulle sponde della Vienne. Qui oggi rimane traccia di un traghetto che collegava le due sponde del fiume (mandato in pensione dal ponte costruito nel corso del '900), ed un bellissimo punto panoramico raggiungibile con un breve  sentiero (10 minuti) da percorrere a piedi e da cui si può osservare l’immensa piana che circonda la confluenza della Vienne con la Loira.

Si prosegue ancora con innumerevoli saliscendi,  costeggiando le colline dove non mancano i vigneti: sembra quasi di essere in Toscana!

A Souzay Champigny la strada si infila improvvisamente in un arco naturale e ci introduce in un curioso ambiente formato da una serie di grotte scavate nel tufo, abitate dall’uomo nell’antichità e progressivamente abbandonate nel corso dei secoli. Sono state però sapientemente restaurate e sanno regalare ai visitatori un colpo d’occhio molto particolare su quella che poteva essere la vita  degli abitanti di queste zone nel corso del primo millennio.

Si prosegue fino a Saumur, cittadina  sede di un importante castello. Saltiamo la visita del castello, ma ci concediamo uno squisito pranzo nella piazza centrale, molto ben curata.

Si riparte nel primo pomeriggio, fortunatamente la pista corre a fianco della Loira e risente positivamente della leggera frescura che il fiume sa regalare. Pedaliamo intensamente, con l’obiettivo di arrivare il più possibile vicino ad Angers; lungo la strada un cenno particolare lo merita La Toureil, un borgo affacciato sulla Loira che sembra essere, con i suoi muretti affacciati sull’acqua, quasi un paese marinaro anziché fluviale.

A Saint Remy la Varenne incrociamo una Gite d’Etape posta in un vecchio presbytere (una specie di casa parrocchiale),  si è fatto tardi e per non rischiare decidiamo di fermarci a dormire qui. Il gestore, contattato da un ragazzo cui abbiamo chiesto informazioni, ci offre una bella camera mansardata, da cui si gode una bellissima visita sul paesino e sulla chiesa adiacente.

Il paese non è gran che, un bar, un ristorante, e niente di più. Scelta obbligata quindi sia per la cena che per la colazione, entrambi qualitativamente diciamo scarsini...

9° tappa: da St Rémy la Varenne ad Angers (km 32)https://connect.garmin.com/modern/course/13206386


L'ultima tappa, come sempre, è un mix di sensazioni contrastanti. Alla gioia per aver portato a termine il viaggio fa da contraltare la malinconia per l'avvicinarsi della fine di questa bella avventura.

La Loira è sempre più grande, e la ciclabile sfrutta molto le stradine di campagna che collegano le varie aziende agricole.
A circa metà strada un curioso passaggio ci attende. La pista finisce infatti di fronte ad un canale, dove un piccolo traghetto può essere utilizzato per superare la via d'acqua. La curiosità è che il traghetto è legato alle due sponde con una catena che va svolta e riavvolta da noi, una volta saliti a bordo, per guadagnare la sponda opposta. 

Alle porte di Angers ci aspetta, prima di entrare nel centro città, un caratteristico passaggio tra le cave di ardesia. Angers è stata infatti per lunghissimo tempo il centro principale nell'escavazione di questo materiale che è tutt'oggi usato moltissimo in Francia per la copertura dei tetti.

La pista attraversa un parco ricavato tra i vari pozzi dove nel passato si  estraeva l'ardesia, oggi diventati dei laghi di un colore azzurro bellissimo, ed è molto suggestiva!

Arriviamo nel centro di Angers in orario pranzo, giusti giusti per fiondarci in un bel locale e consumare un ottimo dejeneur a base di  crepes di farina di grano saraceno (gallettes de sarrasin), specialità bretoni farcite con ripieni salati, e di crepes dolci (au beurre salé).


Il nostro albergo, l'Hotel Continental è strategicamente posto nel centro città e molto confortevole.
Abbiamo tutto il pomeriggio da dedicare alla visita della città.









Ultima tappa: visita di Angers e rientro a Nevers


La mattina seguente è invece dedicata alla visita del castello di Angers, posto su una rupe che domina il fiume Maine.
Costruito dai Conti di Angiò, che ne fecero la loro residenza fino al passaggio sotto il regno di Francia, è molto ben conservato e merita sicuramente una visita. Al suo interno è collocato l'arazzo dell'Apocalisse, un'opera risalente al 1300 che attraverso varie vicissitudini è giunta quasi intatta ai giorni nostri. Si tratta di un ciclo di arazzi ispirati all'Apocalisse di San Giovanni, di oltre 100 mt di lunghezza  e 6 di altezza.

Nel pomeriggio riprendiamo le nostre bici e ci rechiamo in stazione (tra l'altro quella di Angers è bellissima) per rientrare comodamente a Nevers con il treno.

Siamo giunti al termine del nostro itinerario: una bellissima avventura in sella alle nostre bici, durante la quale siamo riusciti a coniugare felicemente tanti aspetti così diversi tra loro, dall'attività sportiva al paesaggio, alla natura, alla cultura, alla storia.... e dulcis in fundo ai sapori culinari!