mercoledì 21 settembre 2016

La ciclabile della Loira - da Nevers ad Angers - di Luciano e Serena


Il  piacevole viaggio in bici del 2015 (sul Danubio da Passau a Vienna) ci ha spinto a ripetere questa originale formula su un percorso altrettanto bello, se non di più.
Abbiamo così deciso di pedalare sul più grande itinerario ciclabile di Francia, la ciclabile della Loira, che corre parallela a fianco dell’omonimo fiume. Lungo il suo percorso vengono attraversati piccoli borghi, castelli e città che hanno reso questo zona celebre in tutto il mondo, tanto da essere inserita nel Patrimonio mondiale dell’Unesco.
La Loira nasce dal Massiccio Centrale, nel dipartimento dell'Ardèche; scorre poi impetuosa e selvaggia  per 1.020 km attraversando 5 regioni e una ventina di dipartimenti, prima di sfociare nell'Oceano Atlantico a Saint-Nazaire.

La pista ciclabile della Loira (“La Loire à Vélo” in francese) si sviluppa dalla città di Nevers fino all'Oceano Atlantico per un totale di circa 800 km. L’itinerario non presenta difficoltà tecniche, si pedala sempre su pista ciclabile o al più su strade secondarie a basso traffico stradale, prevalentemente pianeggianti. Solo l’attraversamento della Touraine propone qualche tratto collinare, senza tuttavia presentare  asperità particolarmente dure.

Noi ne abbiamo percorso un lungo tratto, ben 580 km, da Nevers fino ad Angers, suddividendo il viaggio in 9 tappe di chilometraggio variabile (tra 40 km e  80 km), in funzione dei luoghi visitati e delle soste effettuate; siamo poi rientrati alla città di partenza con il treno. Queste le tappe pedalate:

1)      Nevers - Saint Satur (km 71) - https://connect.garmin.com/modern/course/13205904
2)      St. Satur - Lion en Sullias (km 77) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206129
3)      Lion en Sullias - Orleans (km 70)  - https://connect.garmin.com/modern/course/13206160
4)      Orléans - Blois (km 81) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206182
5)      Blois - Amboise (km 59) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206199
6)      Amboise - Azay le Rideau  (km 74) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206233
7)      Azay le Rideau - Chinon (km 39) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206255
8)      Chinon - St. Remy la Varenne (km 70) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206368
9)      Saint Rémy la Varenne - Angers (km 32) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206386

Abbiamo viaggiato in luglio, periodo ideale per questa zona con temperature che oscillano tra 15 e 25 gradi; la fortuna ci è venuta poi incontro regalandoci 10 giorni di bel tempo, senza pioggia.

Nell’organizzazione del viaggio il primo giorno ci è servito per viaggiare con la nostra auto da Monteroni a Nevers, 1.040 km percorsi tutti d’un fiato. L’albergo prescelto “Clos Sainte Marie” è pulito e confortevole ed ha un comodo parcheggio interno dove abbiamo lasciato l’auto alla modica tariffa di 4,5 € al giorno fino al nostro rientro da Angers. Abbiamo con noi le nostre nuove bici da cicloturismo, 2 bellissimi telai in acciaio Simoncini assemblati dal negozio Cicli Torricelli di Monteroni.

La cittadina di Nevers, situata sul bordo della Loira, ha importanti origini storiche, un bel castello medievale ed una cattedrale maestosa. Rispetto ad altre cittadine visitate rimane tuttavia, secondo noi, un gradino inferiore per bellezza ed interesse.


1° tappa: da Nevers a Saint Satur (km 71) - https://connect.garmin.com/modern/course/13205904


2 Luglio.  Iniziamo il nostro viaggio in bici da Nevers; la strada scende inizialmente verso sud ed inizia a costeggiare il primo dei numerosi canali navigabili della Loira, costruiti nel corso dei secoli per sfruttare l’acqua del grande fiume, che per gran parte del suo corso non è navigabile. Il canale piega dopo pochi km prima ad ovest e poi verso nord in direzione di Cuffy, punto d’inizio ufficiale della ciclabile. 

Poco prima di Cuffy ci attende un passaggio emozionante: il canale, e la pista su cui viaggiamo, attraversano su un grande ponte il fiume Allier, che poco più avanti sfocerà nella Loira. E’ curioso vedere un canale che passa sopra un fiume, ma ne troveremo altri esempi più avanti.
La pista, molto ombreggiata, costeggia in questo primo tratto sempre il canale; si pedala immersi nella natura su un fondo prevalentemente di asfalto, ma troviamo anche qualche breve tratto a breccia o di sentiero.

La prima sosta di rilievo la facciamo dopo circa 30 km a La Charité sur Loire; per arrivarci dobbiamo superare un doppio ponte in quanto la Loira forma qui una grande isola nel centro del suo alveo. Il paese è arroccato su una piccola collina, vi si trovano alcuni caratteristici negozi ed una imponente chiesa che fa bella mostra di sé appena si entra nel centro storico. 
Sosta pranzo quasi obbligata, per consumare il primo dei vari “menu du jour” che assaggeremo nel corso delle varie tappe. Menù rigorosamente francesi, dove non manca mai la “canard” (anatra), le fromage de chevre (capra), le crepes e le salades, e dove spesso la nostra italiana pastasciutta viene servita come accompagnamento al piatto di carne!

Da La Charitè si riparte per macinare più km possibile, visto che le zone più interessanti arriveranno dopo Orleans. Si pedala così fino a Saint Satur, poco oltre Sancerre, dove abbiamo nel frattempo prenotato la nostra sistemazione per la notte. L’Hotel “Le Verger Fleuri” è molto tranquillo, immerso in un bel parco privato con tanto verde, abitato da alcuni simpatici gattini e con stanze molto pulite. Cena in un pub un po’ “americano”, niente di speciale però,  poi a nanna per ricaricarsi per il giorno dopo.

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2° tappa: da St. Satur a Lion-en-Sullias (km 77) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206129


Tappa anche questa lunga - 77 km - necessari per arrivare celermente nella zona dei castelli, dove  le soste e le visite ci porteranno via sicuramente più tempo. Si costeggia per un lungo tratto, per la verità abbastanza anonimo, una centrale nucleare (in Francia l’energia la producono anche così) ed approfittiamo del passaggio a Belleville sur Loire (al km 26) per una breve sosta colazione presso un bel locale, ben fornito e pensato per i ciclisti.

Ritroviamo qui un altro dei “Canal Latéral à la Loire”, vere e proprie strade d’acqua costruite a fianco della Loira, che con sapienti giochi di chiuse consentono alle imbarcazioni di superare il dislivello del territorio. Qui la natura la fa da padrona: boschi infiniti, specchi d’acqua, campi ben coltivati. 
Al km 42 ci fermiamo, proprio in corrispondenza di una di queste chiuse, per una breve sosta pranzo presso un ristorantino molto frequentato, situato in una bella area verde. C’è posto solo all’aperto, ma il timido sole che spunta tra le nubi renderà la scelta molto azzeccata.

Si riparte in direzione di Gien sempre viaggiando sulla sponda sinistra; prima di passare sul lato destro facciamo una breve deviazione per visitare il paesino di Chatillon sur Loire. Visita breve, niente comunque di particolarmente caratteristico da segnalare. Si pedala ancora nel verde, tra vere e proprie gallerie di alberi, fino al porto canal di Briare. Qui riattraversiamo la Loira su un lunghissimo ponte sul quale, come a Cuffy, oltre alla strada pedonale/ciclabile passa anche lo stesso canale: opere ingegneristiche veramente curiose e spettacolari.

Al km 63 arriviamo a Gien. Decidiamo, vista l’ora non tarda, di fare qualche km in più e cercare una sistemazione nei prossimi paesi. Il primo che incontriamo è il piccolo villaggio di Saint Gondon, sembra però che non ci siano alberghi per cui decidiamo di proseguire fino a Lions-en-Sullias. Qui siamo più fortunati perché ci fermiamo a chiedere informazioni proprio al proprietario di una “Gite d’etape”, piccoli appartamenti affittati da privati. Con una modica cifra - 70€ - risolviamo in quattro e quattr’otto il problema del pernottamento e della cena.

L’appartamento, la Marescialerie, è molto carino, ben arredato e spazioso. Avremo anche il tempo di prepararci una colazione “francese” la mattina seguente, con tanto di bollitore francese da caffè.

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3° tappa : da Lion-en-Sullias a Orleans (km 70)  - https://connect.garmin.com/modern/course/13206160


Questa è l’ultima tappa di avvicinamento alla zona dei castelli, nel corso della quale avremo modo di visitare il castello medievale di Sully sur Loire e che ci porterà fino alla città di Orleans,  resa celebre dalla vittoria dei francesi - capitanati da Giovanna d’Arco - nella guerra dei cento anni sulle armate inglesi.

Al castello di Sully arriviamo dopo soli 13 km dalla partenza; optiamo per la visita di questo che è l’avamposto orientale di tutti i castelli della Loira. Dopo la visita facciamo un breve giro del paese di Sully e ripartiamo attraversando l’ennesimo ponte per spostarci sul lato destro del fiume, fino a Chateneuf sur Loire. Qui consumiamo un veloce (ma molto buono!) pranzo a base di baguette farcita e torta di mele presso una caratteristica boulangerie del paese.

Riattraversiamo ancora la Loira, per spostarci di nuovo sul lato sinistro; si alternano tratti di pista ricavati sull’argine ad altri che invece sfruttano le stradine di collegamento tra le fattorie agricole presenti ovunque. Il primo paese di una certa importanza che incontriamo è Jargeau, al km 48, noi però proseguiamo oltre per arrivare in tempo a Orleans dove nel frattempo abbiamo prenotato la sistemazione per la notte.

Orleans è una bella città, il nostro albergo “Hotel Marguerite” è centralissimo e dopo una bella rinfrescata ci tuffiamo nelle vie del centro. Oltre ad essere famosa per aver dato i natali a Giovanna d’Arco, Orleans ha una bellissima cattedrale ed un centro storico molto ben tenuto. Faremo cena in uno dei pochi ristoranti italiani presso cui ci siamo fermati, e devo dire che abbiamo mangiato una pizza buonissima.

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4° tappa: da Orléans a Blois (km 81) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206182


Da Orleans inizia il tratto più celebre della valle della Loira, caratterizzato da una lunga sequenza di castelli che ha reso questa zona famosa nel mondo intero. Oggi arriveremo a Blois, la città reale, e lungo la strada ci fermeremo ben due volte.
La prima sosta la facciamo al castello di Meung, che raggiungiamo dopo circa 20 km. E’ un castello medioevale di proprietà privata, che presenta due facciate molto diverse a seconda da dove lo si osserva. Durante la visita si possono osservare molte stanze arredate, che raccontano come si svolgeva la vita nel castello nei secoli passati. La parte più suggestiva è il granaio posto sotto tetto, con una vista spettacolare delle travature in legno che sorreggono la copertura in ardesia delle torri e del tetto.

Ripartiamo dopo un oretta da Meung in direzione di Beaugency, per poi continuare su un lungo tratto poco abitato, che ci fa aggirare un’altra centrale nucleare. Al km 45 attraversiamo la Loira su un altissimo ponte, su cui curiosamente si sono piazzati dei pescatori che pescano con le canne dai bordi del ponte. Ci spostiamo quindi sul lato sinistro per abbandonare il fiume e dirigerci verso il castello rinascimentale di Chambord, dove arriviamo alle 17, giusto in tempo per fare l’ultima visita.

La strada di ingresso al Castello è molto "regale", un infinito  rettilineo che taglia in due il bosco per circa 4 km tutti dritti. E’ il castello più grande di quelli della Loira, alla cui costruzione ha lavorato anche Leonardo da Vinci; è stata la residenza di campagna e di caccia di vari re di Francia, da Luigi XII a Francesco I, a Luigi XIII.  L’ultimo proprietario fu la famiglia Ducale di Parma, prima di essere acquistato dallo stato francese nel 1930. Il castello richiama giornalmente migliaia  di visitatori ed è diventata ormai una tappa obbligata di tutti coloro che programmano un viaggio da queste parti. Diciamo che è una meta “classica” del percorso, ma l’enorme flusso turistico gli ha fatto perdere la spontaneità e le piccole curiosità che si possono trovare invece in altri castelli.

La nostra visita è abbastanza veloce, anche perché alle 18 il castello chiude i battenti. In uscita la pista ciclabile percorre una serie di strade a basso traffico lungo il fiume Cosson, in direzione di Blois. Qui il territorio è un po’ più movimentato, qualche salitella anche se niente di particolarmente impegnativo; ritroviamo la Loira proprio alle porte di Blois, una città ricca di storia che merita veramente una visita approfondita. 

Il nostro albergo, il Citotel Hotel Louise de Savoie è nella parte alta della città, e facciamo un po’ di fatica a raggiungerlo perché per ben due volte ci troviamo di fronte a delle vie di accesso  che non sono strade ma lunghissime scalinate.

Scopriamo solo dopo che l’albergo è vicinissimo al centro storico, proprio sopra il castello reale ed i suoi bellissimi giardini. Dopo una cena presso un bel ristorante ci dedichiamo ad una visita notturna del centro storico di Blois, molto caratteristico.

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5° tappa: da Blois ad Amboise (km 59) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206199


Prima di ripartire da Blois non potevamo esimerci dalla visita del Castello Reale. È stato la residenza di numerosi sovrani di Francia, ed ha una originale costruzione architettonica frutto di numerosi interventi fatti nel corso dei secoli: intorno al cortile centrale i vari lati  (in stile gotico, rinascimentale e neoclassico), rappresentano una  importante testimonianza dell’evoluzione dell’architettura francese, dal Medioevo al periodo classico. Visita molto bella, un bel tuffo nella storia dell’Europa degli ultimi 500 anni.

La visita ci porta via un bel po’ di tempo, e ripartiamo solo alle 11 con destinazione Chaumont e Chenonceaux. La giornata è molto calda e per arrivare a destinazione si deve lasciare la Loira per addentrarsi su strade di campagna abbastanza assolate, con numerosi saliscendi. Complice anche un piccolo errore di percorso, che ci farà percorrere quasi 10 km in più, ed il gran caldo, e visto che Chenonceaux l’avevamo già visto in una precedente vacanza in Francia, decidiamo a metà strada di rinunciare e deviare direttamente verso la nostra meta finale di giornata, Amboise.

Anche Amboise è sede di un importante castello, residenza nel passato di molti re di Francia. Arriviamo dall’alto, proprio alle spalle dei due castelli principali: quello reale summenzionato e il Castello Le Clos Lucé, dove abitò Leonardo negli ultimi anni della propria vita.

E’ però ormai tardi per la visita e ci dirigiamo così al nostro albergo, che questa volta è un residence un po’ distante dal centro, ma più che la distanza è la presenza di una ripida strada per arrivarci a renderlo meno comodo di quello che ci aspettavamo.  La cena invece la faremo in pieno centro ad Amboise, dove troviamo un sacco di turisti e di vita.



6° tappa: da Amboise a Azay le Rideau  (km 74) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206233


Tappa lunghetta, l’obiettivo è oltrepassare Tours e dirigersi verso Villandry, per concludere poi la giornata ad Azay le Rideau, dove abbiamo prenotato la notte in un curioso albergo dove le camere sono ricavate in grotte naturali di tufo, sapientemente arredate. Giornata molto calda, si parte presto saltando la visita del castello di Amboise, che ci avrebbe portato via troppo tempo.

La pista abbandona dopo pochi km i bordi della Loira ed assume un profilo altimetrico un pochino più movimentato. Si attraversa la Touraine, un territorio collinare famoso per il vino e dove non mancano le grotte scavate nel tufo. Il percorso è vario, un pò più impegnativo del solito ma sicuramente meno monotono, non ci si annoia!

Tappa obbligata a Tours, città fondata dai romani e ricca di storia, ex capitale del regno di Francia, che meriterebbe avendo più tempo una visita più approfondita. Ci fermiamo a mangiare presso un locale del centro, e prima di lasciarla facciamo un breve tour che ci porta nella centralissima piazza Plumereau, dove si affacciano alcune caratteristiche case con la struttura “a graticcio” di legno.

Tours è inoltre famosa per essere molto ricca di aree e parchi verdi, ed infatti la ciclabile prima di lasciare la città ci porta a fare un piacevolissimo giro in un bellissimo parco intorno al Lac de la Bergeonnerie (di cui tra l’altro - sbagliando strada - ne percorreremo due volte il periplo).

Siamo nelle ore centrali del pomeriggio, il caldo comincia a farsi sentire. La pista costeggia ora lo Cher, uno degli affluenti della Loira, e la vicinanza al corso d’acqua ci consente di viaggiare un pò più al fresco; nei pochi momenti in cui si abbandona il corso d’acqua la calura si fa però subito sentire. Arriviamo al Castello di Villandry in pieno pomeriggio, sotto un sole cocente; abbiamo ancora un po’ di strada da fare e così decidiamo, non prima di essersi rinfrescati presso un bar del paesino adiacente al castello,  di proseguire fino ad Azay le Rideau. 

Arriviamo ad Azay stanchi, e ci dirigiamo subito a scoprire l'insolita sistemazione prenotata "Troglodelice": una camera ricavata in una grotta di tufo, per un soggiorno diverso dal solito!

Azay le Rideau è una bella cittadina, con un bellissimo castello che visiteremo la mattina seguente. Unico aspetto negativo: le zanzare (les mosquitos), che appena il sole tramonta cominciano ad infastidirci non poco…



7° tappa: da Azay le Rideau a Chinon (km 39) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206255


Una delle tappe più brevi, ma solo perché abbiamo fatto ben due visite ai castelli: in partenza quello di Azay, alla fine quello di Chinon.

Il castello di Azay le Rideau, in ristrutturazione, è secondo noi uno dei più affascinanti della valle, inserito armoniosamente in un bel parco con laghetti, alberi secolari e canali. Non ha le dimensioni  enormi di Chambord e di altri castelli, e forse proprio a questo deve la sua bellezza. Lo visitiamo di prima mattina, dopo un’ottima colazione a base di prodotti locali (burro salato, marmellate, baguette, tutto fatto in casa) servita dal nostro padrone di casa.
Purtroppo a causa della ristrutturazione solo alcune stanze possono essere visitate.

Ripartiamo costeggiando il fiume Indre fino alla sua confluenza con la Loira, dopodichè arriviamo al castello di Ussé (per intendersi quello della “Bella addormentata nel bosco”). Qui avevamo programmato una visita, ma abbiamo deciso di soprassedere all'ultimo momento (castello privato, costo biglietto decisamente elevato, tempo disponibile non molto) e ci siamo invece concessi una piacevole sosta pranzo presso un bel localetto situato nel centro del paesino.

Ripartiamo abbandonando nuovamente la Loira per dirigerci verso Chinon, città medievale sovrastata da un castello veramente molto particolare, che questa volta non ci facciamo sfuggire. Monumento storico di Francia, la fortezza si compone di tre blocchi distinti: il Fort Saint-Georges, lo Chateau du Milieu e il Fort de Coudra. Restaurato recentemente,  racconta al suo interno la storia di un periodo che vide la Francia strettamente legata all’Inghilterra. Fu inoltre teatro dello storico incontro fra Carlo VII e Giovanna d’Arco. Dall’altissima torre dell’Orologio si gode una magnifica vista sulla città e sulla Vienne, il fiume che la attraversa.
Fortunatamente arriviamo dall’alto e ci troviamo direttamente all'entrata del castello; per chi invece viene dalla parte bassa della città la salita alla rupe è veramente notevole, meno male che la faremo in discesa!  

Dopo la bella visita scendiamo in città in cerca del nostro albergo, La Bella Epoque, sistemazione più "normale” dopo l’esperienza nella grotta. L’albergo è comunque pulito e gestito da una signora molto attiva che oltre all’albergo si occupa anche del bar sottostante.

La sera è dedicata alla scoperta di Chinon, che si rivela essere una bellissima città medioevale, ricca di strade e palazzi  tutti scolpiti nel caratteristico tufo bianco di questa zona. Passeggiando per le vie del centro si percepisce l’importanza che la città ha avuto nel corso dei secoli. 


8° tappa: da Chinon - St. Remy la Varenne (km 70) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206368


Ripartiamo di buon mattino anche perché  le giornate adesso sono più calde e conviene pedalare in orari più consoni alle temperature che troveremo nel mezzo del giorno. Si oltrepassa la Vienne e subito ci si presenta una bellissima veduta di Chinon dal lato opposto del fiume, foto obbligata!

La tappa si caratterizzerà poi per un profilo altimetrico molto movimentato. Territorio collinare, si pedala tra colline di tufo dove nel corso dei secoli sono state scavate centinaia di grotte, in passato anche abitate dall’uomo ed oggi adibite a cantine e alla coltivazione dei funghi; inoltre non mancano interventi di recupero che hanno consentito di ricavare in  questi spazi degli accoglienti locali per la sosta dei turisti, o anche delle botteghe artigiane.

La prima sosta significativa è a Candes Saint Martin, un borgo costruito sulle sponde della Vienne. Qui oggi rimane traccia di un traghetto che collegava le due sponde del fiume (mandato in pensione dal ponte costruito nel corso del '900), ed un bellissimo punto panoramico raggiungibile con un breve  sentiero (10 minuti) da percorrere a piedi e da cui si può osservare l’immensa piana che circonda la confluenza della Vienne con la Loira.

Si prosegue ancora con innumerevoli saliscendi,  costeggiando le colline dove non mancano i vigneti: sembra quasi di essere in Toscana!

A Souzay Champigny la strada si infila improvvisamente in un arco naturale e ci introduce in un curioso ambiente formato da una serie di grotte scavate nel tufo, abitate dall’uomo nell’antichità e progressivamente abbandonate nel corso dei secoli. Sono state però sapientemente restaurate e sanno regalare ai visitatori un colpo d’occhio molto particolare su quella che poteva essere la vita  degli abitanti di queste zone nel corso del primo millennio.

Si prosegue fino a Saumur, cittadina  sede di un importante castello. Saltiamo la visita del castello, ma ci concediamo uno squisito pranzo nella piazza centrale, molto ben curata.

Si riparte nel primo pomeriggio, fortunatamente la pista corre a fianco della Loira e risente positivamente della leggera frescura che il fiume sa regalare. Pedaliamo intensamente, con l’obiettivo di arrivare il più possibile vicino ad Angers; lungo la strada un cenno particolare lo merita La Toureil, un borgo affacciato sulla Loira che sembra essere, con i suoi muretti affacciati sull’acqua, quasi un paese marinaro anziché fluviale.

A Saint Remy la Varenne incrociamo una Gite d’Etape posta in un vecchio presbytere (una specie di casa parrocchiale),  si è fatto tardi e per non rischiare decidiamo di fermarci a dormire qui. Il gestore, contattato da un ragazzo cui abbiamo chiesto informazioni, ci offre una bella camera mansardata, da cui si gode una bellissima visita sul paesino e sulla chiesa adiacente.

Il paese non è gran che, un bar, un ristorante, e niente di più. Scelta obbligata quindi sia per la cena che per la colazione, entrambi qualitativamente diciamo scarsini...

9° tappa: da St Rémy la Varenne ad Angers (km 32)https://connect.garmin.com/modern/course/13206386


L'ultima tappa, come sempre, è un mix di sensazioni contrastanti. Alla gioia per aver portato a termine il viaggio fa da contraltare la malinconia per l'avvicinarsi della fine di questa bella avventura.

La Loira è sempre più grande, e la ciclabile sfrutta molto le stradine di campagna che collegano le varie aziende agricole.
A circa metà strada un curioso passaggio ci attende. La pista finisce infatti di fronte ad un canale, dove un piccolo traghetto può essere utilizzato per superare la via d'acqua. La curiosità è che il traghetto è legato alle due sponde con una catena che va svolta e riavvolta da noi, una volta saliti a bordo, per guadagnare la sponda opposta. 

Alle porte di Angers ci aspetta, prima di entrare nel centro città, un caratteristico passaggio tra le cave di ardesia. Angers è stata infatti per lunghissimo tempo il centro principale nell'escavazione di questo materiale che è tutt'oggi usato moltissimo in Francia per la copertura dei tetti.

La pista attraversa un parco ricavato tra i vari pozzi dove nel passato si  estraeva l'ardesia, oggi diventati dei laghi di un colore azzurro bellissimo, ed è molto suggestiva!

Arriviamo nel centro di Angers in orario pranzo, giusti giusti per fiondarci in un bel locale e consumare un ottimo dejeneur a base di  crepes di farina di grano saraceno (gallettes de sarrasin), specialità bretoni farcite con ripieni salati, e di crepes dolci (au beurre salé).


Il nostro albergo, l'Hotel Continental è strategicamente posto nel centro città e molto confortevole.
Abbiamo tutto il pomeriggio da dedicare alla visita della città.









Ultima tappa: visita di Angers e rientro a Nevers


La mattina seguente è invece dedicata alla visita del castello di Angers, posto su una rupe che domina il fiume Maine.
Costruito dai Conti di Angiò, che ne fecero la loro residenza fino al passaggio sotto il regno di Francia, è molto ben conservato e merita sicuramente una visita. Al suo interno è collocato l'arazzo dell'Apocalisse, un'opera risalente al 1300 che attraverso varie vicissitudini è giunta quasi intatta ai giorni nostri. Si tratta di un ciclo di arazzi ispirati all'Apocalisse di San Giovanni, di oltre 100 mt di lunghezza  e 6 di altezza.

Nel pomeriggio riprendiamo le nostre bici e ci rechiamo in stazione (tra l'altro quella di Angers è bellissima) per rientrare comodamente a Nevers con il treno.

Siamo giunti al termine del nostro itinerario: una bellissima avventura in sella alle nostre bici, durante la quale siamo riusciti a coniugare felicemente tanti aspetti così diversi tra loro, dall'attività sportiva al paesaggio, alla natura, alla cultura, alla storia.... e dulcis in fundo ai sapori culinari! 



sabato 11 giugno 2016

In MTB alla scoperta dell'Etna: un viaggio emozionante!

Abbiamo cominciato 5 anni fa a viaggiare in MTB alla scoperta del nostro paese. Anno dopo anno, il mese di giugno si è conquistato un importante spazio nella vita dell'associazione, 3-4 giorni da trascorrere in sella alle nostre bici sui sentieri più belli delle regioni italiane.
Dopo tante gite sulle Alpi, il 2016 ci ha catapultato nell'estremità meridionale della nostra penisola, sulle pendici dell'Etna, il vulcano che con la sua imponente mole domina tutta la Sicilia.
Una vacanza un pò diversa, che ci ha costretto ad alcune scelte coraggiose e diverse dal solito come il viaggio in aereo ed il noleggio bici in loco. Alla fine tutto è andato per il meglio e ci siamo proprio divertiti.

Il tour è stato così organizzato:
- 1 giugno: trasferimento in auto verso Roma, poi volo Roma - Catania, da qui trasferimento alla cittadina di Pedara all'Hotel Belladonna.
- 2 giugno: primo giro "guidato" alla scoperta dei sentieri dell'Etna marathon, sul versante sud del vulcano
- 3 giugno: secondo giro "guidato", il tour dell'altomontana, un bellissimo percorso intorno al vulcano, tra paesaggi e ambienti in continuo mutamento per effetto delle innumerevoli colate laviche che continuamente ridisegnano il paesaggio.
- 4 giugno: terzo giro "in autonomia", la salita ai crateri sommitali del vulcano, un'impegnativa scalata di oltre 2.300 metri di dislivello
- 5 giugno: volo aereo Catania-Roma, poi rientro a casa in auto.

Andrea Romani, Andrea de Luca, Antonio Miano, Carmela Pace, Gabriele Sgroi, Luciano Fusi, Michelle Abajian, Simone Fusi. Questo il gruppo dei partecipanti, cui si sono aggiunti come accompagnatori Vito e la piccola Caterina.

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Il primo giorno è dedicato alla scoperta dei lato sud est del vulcano. Un breve trasferimento su strade secondarie, transitando per i paesini di Zafferana, Tre castagni, Fleri e Sant'Alfio ci ha portato a Milo, sede di partenza dell'Etna Marathon. Da Milo proseguiamo abbandonando la strada principale ed iniziando a salire verso il Rifugio Citelli, posto a quota 1741. Si cominciano ad attraversare le prime colate laviche, tra cui quelle molto recenti che nel 2002 arrivarono a lambire Milo; un ripido lastricato ci fa guadagnare velocemente quota fino al rientro sull'asfalto per percorrere gli ultimi 3 km di salita fino al Rifugio Citelli, posto in cima ad un suggestivo balcone che si affaccia sulla costa orientale. Il sole va e viene, fa decisamente freschino e la sosta pranzo è veloce. Ernesto, la nostra ottima guida, ci anticipa che il ritorno in discesa sarà tutto in single track nel bosco, quasi 10 km....non vediamo l'ora! Ed in effetti la discesa sarà un susseguirsi di emozioni e divertimento continuo, arriviamo a Milo sorridenti come non mai, anche la fatica è miracolosamente svanita. Il rientro su Pedara, sempre su asfalto, ci vede arrivare intorno alle 17,30 , giusto in tempo per un bell'aperitivo con cannolo alla ricotta, ampiamente meritato!


LE FOTO DEL GIRO - 1° giorno

LA TRACCIA DEL GIRO  - 1° giorno


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Il secondo giorno è carico di aspettative per tutti. Grazie a Massimo si salirà in quota con il furgone, per prendere la pista altomontana a circa 1500 mt di quota e  risparmiare così circa 800 mt di dislivello. La nostra guida odierna è una campionessa inglese di MTB, Elisabeth Simpson, che da anni vive in Sicilia. Sarà lei ad accompagnarci su un percorso veramente bello, vario e di grande soddisfazione sia tecnica che paesaggistica.
Si gira in senso orario, la pista effettua il periplo del vulcano ad una quota oscillante tra i 1700 ed i 1300 mt., una posizione privilegiata che consente di godere di spettacolari viste panoramiche della Sicilia. L'ambiente montano è estremamente vario, si attraversano pinete, boschi, colate di lava, rifugi. Sulla nostra destra, dall'alto dei suoi 3200 mt, incombe maestosa la vetta dell'Etna.
Elisabeth ci accompagna con sicurezza lungo il percorso, ce la prendiamo comoda per fare foto e goderci il panorama. La meta intermedia del nostro giro è il rifugio Brunek dove un simpatico oste ci preparerà degli abbondanti panini.
Ripartiamo con destinazione il Rifugio Citelli. Ci sarà da salire un pò, ma potremo così rifare il single track di 10 km che scende a Milo, per quello siamo disposti a tutto. Prima di arrivare al Citelli Elisabeth ci fa fare una bellissima  deviazione; si attraversa su un bel single track una colata lavica che sta per essere riconquistata dalla natura: un continuo saliscendi sui pallini neri di pece, tra piccoli arbusti, fiori e alberi che pian piano stanno colonizzando di nuovo il terreno. Si arriva con fatica in prossimità del Rifugio, dove poco prima dell'ultima curva si stacca il sentiero che ci riporterà a Milo, lungo una discesa infinita. E questa volta abbiamo il vantaggio di conoscerla già, per cui tutti a manetta!!
Bellissimo ed emozionante, alla fine del sentiero lo stato d'animo di tutti cambia profondamente. Sparisce la fatica, e un'evidente allegria serpeggia nel gruppo. Da Milo il solito trasferimento di circa 15 km ci riporta a Pedara . Nella bella piazzetta dominata dal Municipio stasera la ricompensa è la granita alla mandorla, da consumare alla siciliana con la brioche.

LE FOTO DEL GIRO - 2° giorno

LA TRACCIA DEL GIRO - 2° giorno

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Il terzo giorno, sabato, è quello del giro in autonomia. Dopo i fenomeni eruttivi di metà maggio avevamo scartato l'idea di salire ai crateri sostituendo il giro con una discesa al mare. Confortati dalle guide abbiamo però deciso di rivedere il programma: la salita al cratere, se la giornata è bella, è un appuntamento da non mancare, faticoso ma emozionante. Sveglia mattutina, prima del solito, dato che dovremo fare praticamente più di 2000 metri di dislivello tutti insieme. Da Pedara si sale con costanza su una strada secondaria, priva di traffico ma con l'incognita cani randagi, che ci preoccuperà per un bel pò di strada.
Quando ci inseriamo nella strada principale che proviene da Nicolosi, siamo già a 1300 mt di quota; la prossima meta è il Rifugio Sapienza, posto a quota 1900, dove finisce la strada asfaltata. La salita è costante ma fortunatamente ogni tanto qualche breve pianello ci fa riprendere fiato. L'arrivo al Sapienza ci fa subito assaporare il cambiamento di clima, l'aria è frizzante e il panorama magnifico. Si decide per salire ancora, lungo la pista camionabile percorsa dai jeepponi che accompagnano la gente in vetta. L'inizio è oltremodo difficoltoso, la pista sabbiosa e ripida rende difficile pedalare; fortunatamente però poi il fondo diventa più compatto, più pedalabile, anche se la salita rimane sempre costante, con pendenze intorno al 15 %.
A quota 2500, punto d'arrivo della funivia, arriviamo un pò sgranati. C'è chi continua ancora (Antonio, i due Andrea, Simone, Gabriele) chi come me, Carmela e Michelle alza bandiera bianca.
In cima i racconti di chi c'è arrivato sono entusiasti, emozioni forti legate sia al posto unico qual'è la cima di un vulcano attivo che all'impresa realizzata con la bici, circa 2300 mt di scalata.
La discesa sarà ovviamente infinita, le preoccupazioni più grosse sono per chi, come me, è rimasto senza freno posteriore....

LE FOTO DEL GIRO - 3° giorno

LA TRACCIA DEL GIRO  - 3° giorno

venerdì 18 settembre 2015

LA CICLABILE DEL DANUBIO - DA PASSAU A VIENNA

LA CICLABILE DEL DANUBIO - DA PASSAU A VIENNA

di Luciano e Serena





 


Ecco il diario della nostra vacanza sul Danubio, un'esperienza nuova che ci è piaciuta molto! La pista ciclabile che da Passau arriva a Vienna è la soluzione migliore per chi vuole provare una vacanza in bicicletta; il percorso è di circa 330 km, sembrano tanti ma sono interamente pianeggianti e su pista ciclabile, inoltre si può suddividere in 5/6/7 tappe a seconda di quanto si vuol pedalare e di cosa si vuol vedere.
Il viaggio è stato pianificato solo in parte, nel senso che abbiamo prenotato la notte di arrivo e quella di ripartenza - a Passau in Germania - e quella di Vienna. Nel mezzo, da martedì a sabato, ci siamo affidati alle locande e pensioni che si trovano disseminate ovunque lungo il percorso.
In settembre e giugno non è necessario prenotare, mentre nei mesi di luglio e agosto, anche se l’offerta di strutture è molto ampia, per essere tranquilli potrebbe essere utile pianificare i pernottamenti. Inoltre molte agenzie, volendo, offrono anche un servizio di trasporto bagagli da un hotel all’altro; noi abbiamo preferito una vacanza più “avventurosa”, avevamo le borse sulle nostre bici e devo dire a posteriori che la scelta è stata più che azzeccata!
Per avere qualche notizia sul viaggio ci siamo affidati alla guida “Ciclovia del Danubio” di Alberto Fiorin, molto ben fatta, pubblicata da Ediciclo.

31 agosto 2015 - Il viaggio da Monteroni a Passau

Il viaggio in auto è di circa 850 km tra Italia, Austria e Germania, e nonostante il poco traffico pur essendo partiti alle 9,30 arriviamo quasi alle 20; le soste fatte e l’ultimo tratto in Germania, tutto su strade statali peraltro molto ben tenute, ci rallenta un po’ la tabella di marcia.  L’Hotel Spitzberg - 4 stelle -  si rivela una location perfetta, peccato solo che la signora della reception parli un inglese troppo veloce per il mio, non ancora troppo rodato… Faccio un po’ di fatica a comprendere le mille cose che mi dice, tanto che ad un certo punto decido di assecondarla per chiudere il discorso!
La camera è molto spaziosa e bella, lasciamo le valige ed usciamo in cerca di un posticino per mangiare. Qui mangiano tutti prestissimo, alle 21 è veramente difficile trovare qualcosa di aperto … alla fine ci troviamo di fronte ad una piccola paninoteca con un bel po’ di gente fuori a mangiare,  decidiamo subito che faremo lì la nostra cena. Approfittiamo poi della calda serata per un piacevole giro notturno di Passau. La città dei tre fiumi, posta alla confluenza dell’Inn, del Danubio e del piccolo Ilz, ha profonde origini storiche e già al tempo dei romani rivestiva un importante ruolo di città dell’impero. Percorriamo il bel centro medioevale, con i vicoli lastricati che si affacciano sull’Inn o sul Danubio, e giungiamo nella grande piazza centrale dominata dalla cattedrale barocca di S. Stefano, di  grande impatto anche se un po’ lontana dai nostri gusti personali. 
Alle 23 rientriamo, l’indomani ci dovremo svegliare presto per dare inizio alla nostra avventura!

1 Settembre 2015 - 1° tappa: da Passau al Camping Kaiserhof - Km 66

Sveglia di buon mattino, alle 7,30 ci fiondiamo nella Frühstücksraum (la sala colazioni). Siamo in un paese anglosassone e la colazione è considerata uno dei pasti principali; ancorché poco abituati ci adattiamo velocemente a questa consuetudine, per il tipo di vacanza che faremo  un’abbondante ed ottima prima colazione è fondamentale per assumere le energie richieste dal viaggio.
La mattina è dedicata interamente al disbrigo delle necessità logistiche del nostro viaggio. Dobbiamo lasciare la macchina nel garage dell’albergo, che dista qualche km ma è collegato da un efficiente servizio di navetta, e ritirare le biciclette prenotate via internet al negozio BikeAmbulanz che si trova proprio di fianco alla stazione. Le bici sono le classiche bici da cicloturismo, non leggere ma scorrevoli e robuste; cambio a 6 marce che alla fine si riveleranno  utili - anche se il percorso è praticamente tutto pianeggiante -  se non altro per affrontare meglio le pochissime salite e per variare ogni tanto il ritmo e movimentare l’andatura. Torniamo all’albergo, procediamo al montaggio delle borse laterali e del borsetto anteriore, ed alle 11,30 esatte siamo pronti per partire.
Dedichiamo i primi minuti a Passau, che abbiamo visto solo di notte. La luce del giorno ci fa ammirare la posizione strategica della città, con i fiumi che la abbracciano da tutti i lati. La giornata è bellissima, sole e caldo come l’abbiamo lasciato in Italia. Subito dopo il ponte sull’Inn, che superiamo per recarci sulla sponda destra,  troviamo ad attenderci colui che sarà il nostro fedele compagno di viaggio, il Danubio, in tedesco “Donau”.

Il fiume è già grandissimo, e la prima parte della ciclabile, sempre perfettamente segnalata dai cartelli Donauradweg a sfondo verde, attraversa una zona ombreggiata che apprezziamo molto viste le temperature tremendamente estive, si superano abbondantemente i 30 gradi! Un’altra cosa molto piacevole, che notiamo sin da subito, è rappresentata dal fatto che la pista ciclabile corre sempre separata dalla strada statale, al limite in qualche punto la affianca rimanendo comunque sempre a traffico riservato per le bici.
Dopo circa 25 km arriviamo alla prima delle innumerevoli dighe costruite sul Danubio, quella di Jochenstein. Una piccola sosta, con rifornimento di acqua e qualche foto, e si riparte in direzione di Engelhartszell, dove è previsto il trasferimento sulla sponda sinistra.  Il paesino è molto carino, dominato dall’abbazia omonima di frati trappisti; facciamo un breve giretto e decidiamo -  vista l’abbondante colazione mattutina ed il gran caldo - di far pranzo con un panino ed una bibita fresca che acquistiamo al negozietto SPAR situato nella piazzetta centrale. Ci rechiamo poi al piccolo pontile dal quale, con pochi euro (sarà sempre così) veniamo traghettati sulla sponda opposta, indicata dalla nostra guida come la migliore.
A sinistra il sole picchia forte e diventa prioritario rifornirci di acqua. A Niederranna in un simpatico barrino ci fermiamo per bere una bibita fresca e riposarci un pochino, prima di proseguire in direzione di Schlogen, pubblicizzato come uno dei punti più caratteristici del tracciato. La pista corre adesso in un tratto molto naturale, a sinistra abbiamo fitti alberi abbarbicati su speroni di roccia, a destra il Danubio, e la presenza di alcuni tratti ombreggiati rende più gradevole la pedalata. Si arriva alla famosa ansa di Schlogen, dove dobbiamo traghettare sulla sponda destra. Anche qui il traghetto arriva quasi subito, i tempi di attesa sono veramente minimi e la sosta è perfetta per prendersi una pausa.
Sulla sponda opposta troviamo un grande albergo ed un punto di supporto per i ciclisti (cartine, distributore di bibite, servizi igienici). Facciamo un breve briefing tra noi, per decidere dove fare tappa; sono le 16,30 abbiamo un’ora e ½ circa per percorrere i famosi meandri di Schlogen, circa 20 km che il Danubio ha scavato tra le colline rocciose disegnando un percorso tortuoso e molto spettacolare. La luce meno intensa della sera ci fa apprezzare ancora di più i colori di questa paesaggio, con la pista che percorre un tratto pochissimo antropizzato…. pedaliamo immersi nella natura ed anche se la stanchezza comincia a farsi sentire è tutto molto bello.

Alle 18 arriviamo al camping Kaiserhof, che si trova proprio di fronte al paesino di Untermhul, situato sulla sponda opposta. Il campeggio dispone di una bella Gasthof con camere molto spaziose e pulite. La signora che ci accoglie non parla una briciola di inglese, solo tedesco … riusciamo in qualche modo a farci capire grazie alla presenza del figlio e prenotare la nostra camera a 50 euri, compresa la frustuck. Il problema verrà dopo a cena, è rimasta solo la signora e non hanno menu in inglese…. Optiamo “al buio” per il menu del giorno (tagesmenu), che si rivelerà una buona scelta: zuppa in brodo con friccioletti di pane, frittatina di speck e formaggio e insalatina. Dopo cena tentiamo un giretto per il camping, ma alle 9 son già tutti a letto!! Anche noi siamo però abbastanza stanchi  e quindi andiamo volentieri a gettarci nelle braccia di Morfeo.

FOTO: Album fotografico 1° giorno


 2 Settembre 2015 - 2° tappa: dal camping Kaiserhof  a Mauthausen - Km 66

Sveglia di buon mattino, colazione, ed alle 9,30 siamo pronti per partire. Il tempo è cambiato, non più il caldo asfissiante del giorno prima ma un po’ di nuvole e più fresco, niente pioggia però!
Si pedala ancora in un ambiente molto naturale, fino alla diga ed al paesino di Aschach; qui la pista si interrompe per un cantiere e veniamo deviati su una stradina di campagna che ci porta in un ambiente diverso: si attraversano campi coltivati a mais, patate e cavoli, si passa accanto a fattorie e piccoli centri di campagna, un piacevole diversivo rispetto alla ciclabile che viaggia sull’argine del grande fiume. 
Al km 12 rientriamo sul Danubio e pedaliamo attraverso una bella riserva naturale, con lunghissimi rettilinei immersi nel verde, tra il fiume Aschach a destra ed il Danubio a sinistra; si procede fino al km 26, dove si trova il pontile da cui parte il traghetto per andare sull’altra sponda, dove si trova la cittadina di Ottensheim. Si tratta di un traghetto molto particolare: il traghetto è agganciato ad una carrucola che scorre su un cavo di acciaio teso tra le due rive e si muove sfruttando la solo forza della corrente, il motore serve solo per fare le manovre al timone. E’ una specie di traghetto “ecologico” e un po’ tutti quelli presenti sul ponte ci mettiamo a fare foto a questo curioso meccanismo.
Da Ottensheim la ciclabile perde un po’ del suo fascino, si viaggia sempre su pista ciclabile separata ma accanto ad una strada statale abbastanza trafficata, c’eravamo proprio dimenticati del rumore delle macchine! Sono circa 10 i km che ci separano da Linz, la seconda città austriaca per grandezza, ma li  raggiungiamo comunque velocemente. Siamo un po’ preoccupati dell’arrivo  in città, ma per entrare nella centralissima Hautplatz è sufficiente traversare il ponte che conduce direttamente all’ingresso della storica piazza. Niente di meglio per fare una sosta pranzo, e dopo una breve ricognizione scegliamo un ristorante greco  ordinando un “warm plate”, un piatto caldo composto da un misto di verdure fritte veramente appetitoso!!
Si riparte da Linz costeggiando un grandissimo parco verde, con aree giochi, giardini, laghetti e piste per il fitness. Proseguiamo sempre sulla sponda sinistra, anche perché sull’altra riva scorrono in lontananza ciminiere e capannoni senza fine, altro non sono che la zona industriale di Linz.
Il tempo è sempre un po’ coperto e soffia un fastidioso venticello contrario al nostro senso di marcia. Cerchiamo di aumentare un po’ il ritmo, per arrivare al prossimo obiettivo in tempo utile; poiché faremo tappa a Mauthausen, una visita obbligata è quella al campo di concentramento che si trova su una collina vicina al paese tristemente noto. Pedaliamo con buona lena per quasi 20 km, ad Abwinden la pista si allontana un pò dal grande fiume e si dirige verso alcuni paesini. Tra questi non possiamo non fermarci a scattare una foto a  St Georgen an der Gusen, dove fa bella mostra di sé il cartello che ricorda il gemellaggio con la città di Empoli! 
Al km 61, alla periferia di Mauthausen, troviamo il bivio per il campo. La nostra guida ci aveva avvisato che la salita non è agevole, pur non essendo particolarmente lunga; in effetti dopo circa 1 km ci troviamo davanti ad un muro che nei tratti più ripidi arriva al 14-15%: dopo km e km di pianura è un bel colpo! In cima comincia a profilarsi la cupa sagoma del lager, immagine accentuata dal meteo che minaccia pioggia da un momento all’altro; arriviamo al parcheggio pressoché deserto, scopriamo infatti di essere arrivati tardi visto che l’ultimo ingresso  è alle 16,45 e sono ormai le 17. Facciamo comunque un breve giro nell’atrio dove sono esposte le foto (molto dure e scioccanti) ed i documenti che testimoniano questa bruttissima pagina della storia umana. Ci resta il tempo per entrare nel cortile principale, fare due foto e ritornare alle nostre bici con un profondo magone dentro di noi. Inizia tra l’altro anche a piovere, per cui scendiamo velocemente al paese e ci fermiamo alla Gasthof Zur Traube. Doccia rapida e di corsa a cena, a base di cotoletta fritta ed insalata.

3 Settembre 2015 - 3° tappa: da Mauthausen a Krummnusbahum - Km 68

Al mattino anticipiamo l’abbondante colazione alle 7,30 , visto che la sera si va a letto prestissimo e che le previsioni sembrano metter pioggia nel tardo pomeriggio, quindi è bene avvantaggiarsi!
I primi km sono vari: un po’ di strada trafficata (poca), poi si entra in piena campagna lasciando alla nostra destra il Danubio, quindi si risale sull’argine in località Au an der Donau e si percorrono infiniti rettilinei in  mezzo alla natura. Al km 18 l’ennesima diga, quella di Mitterkirchen, ci costringe ad abbandonare il fiume per una decina di km. Si percorrono però belle stradine di una campagna molto ordinata e ben coltivata, con tanti piccoli borghi dove immaginiamo gran parte degli abitanti sono dediti all’agricoltura. 
Ritroviamo il Danubio a Dornach, intorno al 30° km; qui la  pista corre tra il fiume e la strada statale su un tratto più movimentato, con qualche curva e alcune piccole salite e discese. Si arriva alla grande ansa sulla quale si affaccia Grein, un paesino molto pittoresco che decidiamo subito di eleggere a sosta pranzo della giornata; nella piazzetta centrale, contornata dal teatro e da alcuni colorati edifici, troviamo un ristorante italiano/greco che fa al caso nostro, per un ottimo pranzo a base di maccheroni e mussaka.
Si riparte spostandosi sull’altra sponda, grazie ad un traghettino che ancorché piccolo riesce a caricare  oltre 10 biciclette ed altrettanti passeggeri. Il tratto da Grein a Willersbach è molto bello, ricorda un po’ le anse di Schlogen; qui il Danubio corre più veloce, fa diverse curve e la pista è sempre ombreggiata correndo spesso in mezzo a gallerie naturali di alberi. Sono 15 km di relax, sulla sponda opposta si alternano diversi paesini tra cui il più caratteristico sembra essere St Nikola an der Donau. 
A Willersbach la pista confluisce in una strada aperta al traffico, ma molto, molto limitato; la strada ha un particolare fondo a lastroni di cemento e ci porta fino all’abitato di Ybbs, una vivace cittadina con un bel centro storico e, tra le curiosità da vedere, un museo della bicicletta.
Abbiamo però poco tempo, per cui ci fermiamo a prendere un veloce caffè (che qui non son mai buoni ma questo era anche peggio degli altri…) nella piazzetta centrale e ripartiamo subito. Il tempo si oscura, rischiamo veramente di prendere l’acqua…. La pista ed il Donau ritornano però a farci compagnia con un tratto molto vario e piacevole. Si alternano passaggi tra orti e giardini ben curati, argini sopraelevati sul Danubio, strade di campagna, insomma tanta varietà di paesaggi che ci fanno dimenticare le preoccupazioni meteo. Raggiungiamo così il nostro punto tappa, la Gasthof Schiffmaister.

La Gasthof è proprio sulla strada, messa lì per venire incontro alle esigenze dei ciclisti. La sala comune non è il massimo della cura e della ricercatezza, è tutto molto pratico ed essenziale, ma non manca niente. Anche qui qualche problemino di lingua, visto che la signora parla solo tedesco. Ci viene in soccorso un suo collaboratore con il quale, dopo aver faticosamente concordato le cose essenziali in un inglese molto improvvisato,  scopriamo che conosce molto meglio l’italiano! La cena, consumata nel locale comune della gasthof, è a base di pollo fritto.


4 Settembre 2015 - 4 tappa: da Krummnusbaum  a Hollenburg  - Km 81

Siamo alla 4° giornata, tutto procede per il meglio. Oggi il meteo preannuncia una bella giornata di sole, ed è perfetta  per quella  che dovrebbe essere una delle tappe più belle del viaggio, l’attraversamento della Wachau, una territorio inserito tra i siti dell’Unesco. E’ una regione caratterizzata dalla presenza di tanti piccoli borghi, inseriti armoniosamente in una campagna ben coltivata a vigneti e frutteti. 
Prima della Wachau ci aspetta però un’altra importante tappa: Melk.
Il primo paese che incontriamo è Poclarn, dove troviamo un lunghissimo murales che racconta la storia del popolo austriaco; la pedalata è piacevole, temperatura ideale, sole ed un leggero venticello che ci spinge sono i giusti ingredienti. In poco meno di un’oretta siamo a Melk, dominata dall’imponente abbazia benedettina, la più grande dell’Austria. Il borgo pullula di turisti,  troviamo una vivacità inaspettata di gente; l’abbazia, che si erge imponente a guardia del paesino, è in stile barocco, ci viene naturale confrontarla con la nostra abbazia di Monte Oliveto e notare le profonde diversità architettoniche che caratterizzano i due edifici. E’ tutto però molto organizzato, ci sono addirittura parcheggi coperti per le biciclette, ed infatti il richiamo turistico è massiccio. Facciamo un breve tour all’interno e ci fermiamo a prendere una fetta di strudel ed uno squisito cappuccino - forse il primo veramente buono da quando siamo partiti -  in una bella Konditorei del centro.
Da Melk inizia la regione Wachau. Si attraversa il grande ponte, per salire sul quale c’è una salita niente male al 15%, e ci spostiamo sulla riva sinistra. La pista abbandona seppur di poco il Donau e si insinua tra frutteti (albicocchi, susini e meli) e vigneti, inoltre è piacevolmente sinuosa, con un andamento fatto di curve e controcurve, piccole salitine e altrettante discese; il tutto viene impreziosito dall’attraversamento di numerosi piccoli borghi,  ciascuno con le sue casette tutte sistemate, la chiesetta con annesso campanile, le cantine, qualche castello sparso qua e là. Tra i vari paesini merita una citazione Willendorf, luogo di ritrovamento di un’antica statuetta di età preistorica riconosciuta come simbolo di fertilità nel mondo.
Quello invece più caratteristico, ed infatti è affollato da una miriade di turisti, è Durnstein, posizionato su uno sperone di roccia che domina una  grande ansa del Danubio. Si prosegue fino alla cittadina di Stein, di cui attraversiamo il bel centro storico medievale, per arrivare poi a Krems. Doveva essere la sede di tappa prevista, ma a causa di una festa popolare (tipo Oktober fest per intendersi) c’è tantissima gente e le locande che sentiamo sono tutte occupate; gran traffico tra l’altro, dopo tanti km pedalati sulla pista ciclabile facciamo fatica ad abituarci!
Ci consigliano di proseguire per il paese successivo, Hollenburg, che dista circa 10 km. Senza indugi partiamo, riattraversiamo il Danubio su un ponte anche questo grandissimo e spingiamo a fondo sulle nostre bici, un po’ preoccupati per l’ora un po’ tarda… ad Hollenburg ci dirigiamo sulla prima struttura che troviamo, e come spesso vuole il caso le scelte meno meditate sono le migliori! La Pension Fidelsberger si rivela infatti una delle più belle del viaggio, con un’ottima camera e soprattutto una super colazione, tutto è preparato artigianalmente dalla padrona di casa, frittatine, marmellate, biscottini, dolci, una vera delizia!
La cena la faremo in quello che probabilmente è l’unico ristorante del paesino, dal nome che suona poco tedesco “ Lumpazi”, presso cui abbiamo ben mangiato. Una degna conclusione di una delle tappe più belle del viaggio.

5 Settembre 2015 - 5° tappa: da Hollenburg  a Hoflein an der Donau - Km 65

Ci svegliamo ed apriamo subito la finestra. Le previsioni meteo danno tempo pessimo tutto il giorno, e siamo abbastanza preoccupati…  il cielo è però coperto, fresco, ma non piove! Lasciamo un po’ a malincuore la nostra pensioncina, inforchiamo le bici e partiamo con l’obiettivo di fare quanta più strada possibile,  fintantoché non arriverà la pioggia. Raggiungiamo l’ennesima diga in prossimità della quale la pista devia un po’ e ci indirizza su una zona abbastanza urbanizzata, tra case, qualche capannone industriale e un po’ di strade trafficate. Il tratto è tuttavia breve, si rientra dopo poco in piena campagna e si attraversa un tratto in mezzo al bosco; all’uscita una invitante area di ristoro ci suggerisce di fare una breve sosta colazione. Il clima è fresco e una bevanda calda è ciò che ci vuole.
Ripartiamo per arrivare alla cittadina di Tulnn. Il Danubio ci passa proprio accanto, e ne approfittiamo per fare un breve giro nel centro storico; c’è una bella piazza centrale, molto ben tenuta con tanti negozi e locali per mangiare, si vede che è una città “viva”, peccato solo per il tempo grigio che indubbiamente non ne rende appieno la bellezza. Anche la pista ciclabile qui è molto curata, abbellita da aiuole fiorite, piccole statue e installazioni dedicate allo svago, a testimonianza della vivacità del posto. Decidiamo tuttavia di proseguire, il timore che possa iniziare a piovere è ancora forte.
Verso le 14, dopo aver percorso circa 40 km, cominciamo a cercare un luogo per la sosta pranzo. Come avete capito non è difficile ed infatti dopo pochi km troviamo un locale molto attraente, ha dei bei tavoli ombreggiati fuori ma oggi si sta molto meglio dentro! Un bel tagliere con pane, formaggio e speck, annaffiato da una bella birra, è quello che ci vuole. La prendiamo un po’ con calma, anche perché ormai siamo vicini a Vienna e la pioggia non è ancora arrivata.
Ripartiamo in direzione di Hoflein an der Donau, dove abbiamo programmato la sede di tappa. 
Arrivati al paesino, cominciamo a cercare una  gasthof; la fortuna ci ha assistito finora ma abbiamo chiesto forse troppo alla buona sorte… la pioggia comincia a cadere prima leggera, poi più consistente. La ricerca si fa complicata, la prima gasthof è chiusa, la seconda occupata, veniamo indirizzati su un’altra pensione che troveremo chiusa….. alla fine decidiamo di tornare indietro, avevo visto un cartello prima del paese e con l’aiuto del telefonino (la tecnologia quando ci vuole ci vuole) arriviamo a destinazione. Fortunatamente la locanda ha una camera libera, arriviamo bagnatissimi ma una bella doccia calda ci rimette subito in sesto. Mangiamo nella gasthof e tentiamo un giretto nel paese, ma come ci è già successo in altri paesini dopo le 21 non c’è nessuno in giro … torniamo quindi alla base e andiamo a letto. 
Sarà l’ultima notte che dormiremo lungo il Danubio, ci troviamo ormai a 20 Km da Vienna e domani arriveremo alla meta.

6 Settembre 2015 - 6° tappa: da Hoflein an der Donau a Vienna - Km 23

Siamo arrivati all’ultima puntata del nostro bellissimo viaggio, visto che il giorno dopo le bici le toccheremo ben poco. Un leggero senso di malinconia ci pervade al mattino, mentre ci prepariamo per il montaggio dei borsoni sulle bici; appena partiti i pensieri sono combattuti,  da una parte c’è la felicità per l’avvicinarsi della meta finale, dall’altra si affaccia una vena di malinconia che ci dice che il viaggio è giunto quasi alla fine….. viene spontaneo ripercorrere con la mente i momenti più belli ed emozionanti dei giorni trascorsi, paradossalmente la meta tanto ambita, la città di Vienna, vorremmo che non arrivasse più!
Lasciamo quasi subito il Danubio in quanto la pista corre a fianco di un canale, il Donaukanal, che ci accompagnerà quasi fino in centro città.  
Pedaliamo con calma, sapendo che la distanza da colmare oggi è breve ed anche se dovremo entrare dentro Vienna - e la pista ciclabile non sarà così semplice come quella fatta finora - siamo fiduciosi di arrivare in mattinata.
Il cartello di Vienna si presenta all’improvviso, in uno spiazzo un po’ anonimo, addossato ad una rete di recinzione…. Non è proprio il massimo della bellezza, ma una foto di rito va fatta! La pista, pur rimanendo sempre separata dal traffico automobilistico, abbandona l’ambiente naturale e silenzioso del Danubio e si dirige verso il centro, tra strade, piazze e alti palazzi. Il traffico è però limitato e molto ordinato, rispetto alle nostre città sembra di essere in un altro mondo. Ci dirigiamo verso la stazione ovest, la Westbanhof, utilizzando anche in questo caso i nostri smartphone, ed alle 11 siamo al nostro albergo, il MotelOne.
Sbrighiamo velocemente le formalità e ci rechiamo a piedi verso il centro. Dall’albergo inizia la Maria Hilfer Strasse, una grandissima strada pedonale con negozi e locali di ogni tipo, che termina all’intersezione con il Ring, l’anello che racchiude il centro storico di Vienna. Al nostro fianco il Museum Quarter, di fronte la piazza dedicata a Maria Teresa con a fianco i Musei di Storia Naturale e delle scienze.
Vienna ci sorprende piacevolmente, è una città molto ben tenuta ed elegante, con un centro storico affollatissimo di gente e tanti bei giardini. Camminiamo molto, ma con piacere; passiamo per la piazza centrale davanti al maestoso Duomo di Santo Stefano, prendiamo un caffè e l’immancabile fetta di sacher (non troppo buona per dire la verità), e concludiamo la serata nella piazza dove si sta svolgendo un bella festa degli agricoltori: curiosiamo tra gli stand, dove è possibile assaggiare le specialità regionali, e ne approfittiamo per consumare qui la nostra cena.

7 Settembre 2015 - Da  Vienna  a Passau

La mattina seguente andiamo a visitare il castello di Schonbrunn, la residenza dell’imperatore Francesco Giuseppe e della famiglia reale fino al 1920. Un castello immenso, scegliamo la visita più breve che ci consente tuttavia di visitare 22 delle 1500 stanze di cui la residenza è composta.
Nel pomeriggio si rientra in hotel ed alle 16 saliamo sul treno che ci riporterà a Passau.
Anche in questa occasione non possiamo non notare l’efficienza di questo paese in materia di servizi per i ciclisti.
Sull’intercity la bici viene caricata su un apposita carrozza per le bici, mentre sul regionale ci sono degli spazi (con il simbolo della bici stampato a caratteri cubitali sui vetri), riservati alle biciclette. Alle 7 siamo nuovamente a Passau, da cui la mattina seguente ripartiremo per rientrare in Italia.

FOTO: Album fotografico 7° giorno

E’ finita!!
Consiglio per tutti: vacanza da fare, adatta a chiunque apprezzi una vacanza all’aria aperta, agli amanti della natura, a chi desidera trascorrere un po’ di giorni in libertà, trascorsi in modo semplice ma proprio per questo forse più apprezzati.

Luciano